Informazioni sul libro


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I discorsi sulla consapevolezza


     La ricerca di una via per uscire dalla sofferenza ha portato il Buddha a riscoprire la tecnica di auto-osservazione chiamata Satipa??h?na o Vipassan?, l’osservazione equanime e continua della realtà così come è, di qualsiasi cosa accade, nel momento in cui sta accadendo. L’oggetto di osservazione è la struttura mentale e fisica, che è l’unica sorgente di informazioni e il solo strumento di lavoro per “conoscere il mondo”.

È proprio in questo corpo, di appena due braccia di lunghezza, con le sue percezioni e la sua mente, che vi faccio conoscere il mondo, il sorgere del mondo, l’estinzione del mondo e il sentiero che conduce all’estinzione del mondo.  (S. 1,2,3,6)

Per questo motivo gli esercizi di meditazione Satipa??h?na o Vipassana sono incentrati sul corpo. Le relative istruzioni sistematiche sono sia nel discorso utilizzato in questo testo del Buddha: “Il grande discorso sulle fondamenta della consapevolezza” (Mah? Satipa??h?na suttanta D.26 ), ventiduesimo della raccolta D?gha Nik?ya, che nel decimo nella raccolta dei discorsi di media lunghezza (Majjhima Nik?ya).


Autore


Satya Narayan Goenka

Satya Narayan Goenka, nato in una famiglia tradizionalmente induista, è stato industriale tessile e capo della comunità indiana in Myanmar. Nel 1955, mentre era alla ricerca di una cura per le dolorose emicranie che lo affliggevano fin dalla giovinezza, incontrò Sayagyi U Ba Khin che, al ruolo pubblico di dirigente statale, univa il ruolo privato d’insegnante di meditazione. Da lui apprese Vipassana e scoprì una disciplina che, trascendendo ogni barriera culturale e religiosa, non solo alleviò i sintomi del suo malessere fisico, ma andò ben oltre. Infatti, durante gli anni in cui s’impegnò nella pratica e nello studio sotto la guida del maestro,Vipassana gradualmente trasformò la sua vita.

Nel 1969 ebbe da U Ba Khin il permesso d’insegnarla; quell’anno si recò in India e iniziò a tenere corsi, reintroducendo Vipassana nella sua terra d’origine. In un paese ancora profondamente diviso in caste e religioni, i suoi corsi attraevano migliaia di persone di ogni provenienza. Altrettanti occidentali, affascinati dalla natura pratica del metodo, cominciarono a parteciparvi. Goenka stesso è un esempio delle qualità della meditazione Vipassana: è una persona pragmatica, alle prese con le difficoltà della vita quotidiana e capace di affrontarle con incisività, mantenendo in ogni situazione una straordinaria calma mentale. Insieme a questa calma, ha una profonda compassione per gli altri e una grande capacità di generare empatia verso tutti.

Non c’è nulla di solenne in lui: la sua ironia è coinvolgente, e la utilizza quando insegna. I suoi allievi ricordano a lungo il suo sorriso, la sua risata e il motto che ripete spesso: “Siate felici!”. Vipassana gli ha portato felicità, ed egli è desideroso di condividerla, insegnando la tecnica che gli è stata così utile. Egli stimola i suoi studenti a essere responsabili di se stessi e a non dipendere dal maestro, invitandoli a dedicarsi alla pratica e alla ricerca della verità dentro di sé. Li incoraggia, inoltre, a vivere felicemente nel mondo, sottolineando che la prova concreta dell’efficacia di Vipassana è proprio la sua applicazione nella vita quotidiana. In Myanmar, per tradizione, l’insegnamento della meditazione era prerogativa dei monaci buddisti, ma pur essendo Goenka un laico, come il suo maestro, ha conquistato la fiducia di autorevoli monaci in Myanmar, India e Sri Lanka, grazie alla sua chiarezza d’esposizione e all’efficacia della tecnica. Alcuni di loro hanno partecipato ai corsi tenutisi sotto la sua guida. Per mantenere la purezza della meditazione, Goenka continua a ripetere che l’insegnamento non deve diventare un affare, perciò i corsi e i centri che operano sotto la sua direzione sono senza fini di lucro. Egli non riceve alcun compenso per il suo impegno, e neanche gli assistenti che ha autorizzato a tenere corsi in sua vece. Offre Vipassana come un servizio all’umanità.


Editore


Diana Edizioni 80027 Frattamaggiore

“La cultura come mezzo che esalta i valori spirituali della vita” E’ da questo concetto che nel Novembre del 2007 prende vita il progetto Diana Edizioni, per mezzo di un gruppo di studenti, ricercatori, giornalisti, intellettuali, tutti volontari. Una associazione culturale che ha come scopo la promozione, lo sviluppo e la diffusione del “sapere” in tutte le sue forme ed espressioni.

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