Un classico per comprendere la meditazione Vipassana come insegnata e divulgata da Satya Narayan Goenka, secondo la tradizione del maestro birmano Sayagyi U Ba Khin. È un approfondimento, perché la meditazione Vipassana si può solo comprendere ed esperire dopo un corso di 10 giorni in una struttura qualificata. Questa pratica meditativa è indirizzata a tutti. S.N.Goenka ha definito la meditazione Vipassana “un’arte di vivere” poiché il cammino di Vipassana conduce a una ricerca interiore, a un’esplorazione della propria mente. Si legge (…): “l’universo può essere esplorato dentro noi stessi, attraverso l’osservazione continua del nostro corpo e della nostra mente. Senza indagare il nostro mondo interiore, non potremo comprendere la vera realtà, perché continueremo a restare legati solamente alle nostre convinzioni e opinioni su di essa”.
Estratto dal libro recentemente uscito presso ArteStampa: Quiete e visione profonda, di Amadeo Solè-Leris. ... \\\"All’ inizio del ventesimo secolo, l’insegnamento e la pratica della meditazione hanno subìto una notevole evoluzione. Si è avuta una rilevante diffusione di Vipassana, non combinata con la meditazione Samādhi, com’era solito nel passato. Si è ricercata la visione profonda senza associarla alla pratica metodica della quiete. In secondo luogo, c’è stato un maggior coinvolgimento dei laici in Vipassana, sia come studenti, sia come insegnanti di meditazione. Questi due aspetti sono correlati e manifestano un adattamento alle condizioni di vita del mondo moderno, in risposta alla domanda crescente di metodi semplici ed efficaci d’educazione mentale. Tradizionalmente, la meditazione buddhista era praticata nei ritiri monastici, in ambienti favorevoli. I maestri erano monaci, come la maggioranza dei discepoli. Inoltre i discepoli imparavano e praticavano sia Samādhi sia Vipassana. Le due tecniche erano associate, giacché la prima propedeutica alla seconda: le pratiche astrattive di Samādhi richiedono livelli alti di concentrazione e producono stati di coscienza positivamente alterati, di conseguenza sono un eccellente modo d’imparare a controllare e a sviluppare la mente, preparatorio per Vipassana. Negli stati d’assorbimento, la mente consegue un grado molto alto di concentrazione, purezza e calma, e raggiunge le fonti subconsce dell’intuizione. Con una tale preparazione, il successivo periodo di pratica della visione profonda è probabile porti a risultati più rapidi e stabili. (CMB, p. 97) La meditazione Samādhi - salvo rari casi di persone eccezionalmente dotate - richiede, per compiere progressi significativi, tempo, raccoglimento e luogo adeguati (elementi fondamentali per la vita monastica ed eremitica). Il laico, invece, ha di norma considerevoli difficoltà a creare e mantenere un ambiente favorevole. Nella nostra epoca, caratterizzata da uno stile di vita veloce, con continue distrazioni e situazioni complesse, perfino le condizioni di vita monastica talvolta non sono ideali. Ecco perché oggi, sebbene in molti monasteri buddhisti la pratica tradizionale di combinare le due meditazioni continui, c’è stata una notevole crescita della pratica della sola Vipassana, più adatta ai tempi e meno difficile da conciliare con la vita laica. Il numero crescente di laici che intraprendono con serietà la pratica di Vipassana è un fenomeno che, pur attuale, è radicato nella tradizione più antica. Il Buddha, infatti, insegnò a yogi, asceti, monaci e anche a laici di tutti i livelli sociali, dai re ai principi, dai mercanti a contadini e barbieri, dalle mogli di ricchi a massaie e cortigiane. Quando giungeva in una città o in un villaggio, la popolazione arrivava per ascoltarne l’insegnamento e apprendere la meditazione. Una parte lasciava la vita laica per quella monastica; ma in molti racconti ci sono laici che conseguirono uno dei quattro livelli di realizzazione di Vipassana (inclusa l’Illuminazione finale) senza aver mai abbandonato lo stato secolare.
La saggezza che libera. A cura di Pierluigi Confalonieri. Edizioni Arte Stampa, Modena.La prima parte del libro introduce ai principi fondamentali dell’insegnamento del Buddha, con cenni sulla sua vita e sulla sua ricerca. La seconda parte è costituita da una selezione dei suoi discorsi, riguardanti le verità da lui scoperte attraverso l’esperienza della meditazione; molti dei discorsi sono preceduti da una premessa e accompagnati da note e commento.Nella terza parte s’illustra come e dove, oggi, sia possibile mettere in pratica il suo insegnamento, nella forma originaria; e si propongono articoli di vario tipo in relazione alla pratica meditativa. L’ispirazione per questa raccolta, riveduta e ampliata per la presente edizione, è nata quando Goenka, dal 1991 al 1995, lesse e commentò alcuni discorsi del Buddha, in sessioni informali con i meditatori, a Dhammagiri, il centro principale per la meditazione Vipassana in India.
La Visione del Dhamma di Nyanaponika Thera. Edizioni Ubaldini. La pubblicazione da parte di un così autorevole maestro di un nuovo importante volume, La Visione del Dhamma, non può non rappresentare un avvenimento significativo per gli studiosi e i praticanti dell’insegnamento del Buddha. L’avanzata età dell’autore, conferisce a quest’opera il carattere di un un riassunto degli insegnamenti dispensati nel corso di una vita consacrata al Dhamma, al suo studio e alla sua amorevole diffusione. (…) Il volume ha la prefazione di Erich Fromm, che illustra l’importanza dell’Autore per il mondo occidentale, l’introduzione del Ven. Bhikkhu Bodhi, con un profilo biografico dell’autore e una breve, luminosa presentazione dell’insegnamento secondo la tradizione theraváda; è completato da un glossario di termini pali, e da una bibliografia delle opere dell’autore, in inglese e in italiano.Recensione di A. Solé-Leris in Paramita, op.cit, 1988/27, col titolo Una guida teorico-pratica per i buddhisti occidentali. Estratto. Articolo risale a quando Ñyánaponika T. (1901-1994) era ottantasettenne. Esso è anche presente nel recente volume uscito presso ArteStampa: Amadeo Solè-Leris: Quiete e visione profonda.
L'esperienza dell'impermanenza Saggio tratto dal libro di Paul Fleischmann “ Karma e caos” Ubaldini editore. Percorrendo il cammino della meditazione Vipassana, facciamo esperienze che completano e maturano la nostra personalità. Per via dell'influenza che ciascuno di noi esercita su ciò che lo circonda, l'esperienza personale diventa, a sua volta, un catalizzatore di cambiamento sociale.Paul R. Fleischman, M.D., pratica la psichiatria da piu di tren’anni. Nel l993 ha ricevuto l’Oscar Pfister dall’American Psychiatric Association per “i suoi importanti contributi all’aspetto umanistico e spirituale dei problemi psichiatrici” forniti nel libro The Healing Spirit (Paragon House, New York, l989). La sua opera piu recente e Cultivating Inner Peace (Tarcher/Putnam, New York, l997). Ha fatto il suo primo corso di Vipassana, con sua moglie Susan, nel l974, in India, sotto la guida di S.N. Goenka. Nel l987 i Fleischman furono nominati Assistenti nell’insegnamento di Vipassana, e nel l998 S.N. Goenka li ha nominati Maestri. Altri suoi testi in www. pariyatti.org. - Forrest D. Fleischman è il figlio dell’autore.
\"Letters from the Dhamma Brothers has won the PASS award from the National Council on Crime and Delinquency (NCCD) and it was a Finalist, for the Book of the Year Award from Foreword Magazine When the first ten-day Vipassana meditation course came to a close at Alabama\'s Donaldson Prison in 2002, twenty men were faced with the possibility of a new chapter in their lives. Many have life sentences and most have been deeply acculturated to the life of violence and abuse that is all too common in prisons. In letters written during a four-year period after this course, 15 inmate-meditators offer direct and intimate access to their thoughts, struggles, dreams and triumphs after taking part in this intensive, voluntary program. Corrections officers, wardens, judges and others ask: \"Can this program really reform such hardened inmates? Will the changes last?\" These letters will help you decide for yourself if their transformations are real or not. The Dhamma Brothers, a documentary film about the program at Donaldson, was released in April 2008 and shown at numerous theaters and film festivals in the United States. The film aired on many public television stations in the U.S. in 2010. You can hear Oprah Winfrey talk with author Jenny Phillips and two inmate-meditators, and read from this book on the web at Oprah.com, Soul Series.
Raccolta di saggi di S.N. Goenka curati da Pierluigi Confalonieri. Stampato da Arte Stampa. Ordinabile in librerie o anche direttamente dall'editore: http://www.edizioniartestampa.com/scheda&id=274 "Sto cercando solamente la scienza che si occupa della conoscenza di se stessi e che insegna a vivere bene e a morire bene" Michel de Montaigne All’ovest come all’est Nella Grecia del VI secolo a.C., a Delfi nel tempio del dio della luce Apollo, campeggiava la scritta: “Conosci te stesso”. Per gli antichi greci conoscere se stessi era l’obiettivo più importante nel campo del sapere, e Socrate, ci dice Platone, era stato definito dallo stesso oracolo di Delfi il più sapiente, proprio perché di sé sapeva di non sapere. Dai suoi albori, nella cultura occidentale è presente la convinzione che la radice del sapere sta dentro di noi. Nel Vangelo secondo Luca si legge: “Il regno di Dio è dentro di voi”. Il regno di Dio, cioè il regno della beatitudine e il regno della verità. Sant’Agostino, nel IV secolo d.C., fa sua questa tradizione, sostiene che la verità è dentro noi stessi e che occorre andare quindi dentro di sé per conoscerla. Questo orientamento è presente nella storia del pensiero occidentale fino al XX secolo, e cito Husserl che nella sua fenomenologia si rifà al motto agostiniano: ”Ritorna in te stesso. La verità è dentro l’uomo”. Nel VI secolo a.C., in India, il giovane Gotama, futuro Buddha, cerca la via per eliminare il dolore, e anch’egli comprende che essa è la ricerca dentro di sé. (…) La tecnica di meditazione Vipassana è la scoperta scaturita dalla sua esperienza. Vipassana significa “chiara visione” (dal pali vi-passati, vedere chiaramente): per estinguere il dolore occorre “vederlo chiaramente” cioè conoscerlo per esperienza, sperimentando: l’indagare dentro di sé seguendo una disciplina rigorosa, ma rispettosa del corpo. Una disciplina che valorizza tutte le risorse del corpo e della mente. Vincenzo De Giovanni (psicologo, formatore e meditatore) Da Vipassana è per tutti di S. N. Goenka Discorso di apertura per la conferenza internazionale omonima, New Delhi, India, 1994. Estratto. "Le guerre iniziano nella mente degli uomini, perciò è proprio nella mente degli uomini che vanno costruite le difese della pace" Preambolo della costituzione dell’UNESCO (…) Questa tecnica di meditazione è finalizzata alla purificazione mentale, che permette lo sviluppo delle qualità dell’amore, della compassione, della benevolenza, indebolendo il buio dell’ignoranza e delle abitudini nocive. È un metodo pragmatico che può funzionare per chiunque. Solo l’essere umano possiede la straordinaria facoltà di osservare la realtà all’interno di se stesso, per sviluppare la saggezza, cioè la comprensione profonda della realtà. E per l’essere umano la mente è la più importante, perché è la mente che crea sia negatività e sofferenza, sia buone qualità e buoni sentimenti. Perciò la chiave è l’individuo: la società è formata da individui, e per migliorarla occorre che ogni singolo si migliori. E l’impegno individuale può scaturire dal rendersi conto che ogni volta si generano negatività, ci si sente infelici e sofferenti, mentre quando si generano buoni sentimenti ci si sente bene. Mentre insegnavo Vipassana (nella prigione di Tihar, a Nuova Delhi, 1994, n.d.r.) dissi ai carcerati che l’essere reclusi era una dura realtà per loro, ma che, in un certo senso, ogni individuo al mondo è carcerato, perché prigioniero dei propri radicati condizionamenti mentali. ( …) Auspico che tutti voi, per il vostro bene, possiate dedicare dieci giorni della vostra vita ad apprendere questo cammino, che può trasformarvi. Un cammino che insegna a vivere in modo pacifico e armonioso e a generare pace e armonia intorno a noi.