Bill Crecelius has written a straightforward, practical guide for those who seek to establish themselves in Vipassana meditation. He is an experienced Vipassana Teacher who was one of Goenkaji s earliest Western students. Drawing on his own long experience in the practice, A Meditator s Handbook is full of encouragement, homely examples and vivid illustrations. It contains a wealth of sound friendly advice. It is recommended for any Vipassana meditator, and especially for those who have just started practicing. Excerpt from the book: I have learned how to keep my practice together and make it grow. I would like to share this with you. First as a single man living in an area with no other meditators, then living in an area with many other Vipassana meditator friends and finally as a married man with a Dhamma partner, I adapted my life to one of living in the Dhamma. The path of the monk is high and lofty. It is said that the path for the monk is clear and smooth and easy to walk on. It is high above the muck and mire. There are no stones, pebbles, sharp rocks or thorns. Unfortunately for us poor householders this is not the case. Our lives are bound up in worldly responsibilities, jobs, family ties, and mortgage payments. Unlike the monks, our path is full of worldly impediments and distractions. It is for this reason that I think A Meditator s Handbook might help Vipassana students on their walk along this path of purification.
A PRACTICAL AND SPIRITUAL PATH: AN INTRODUCTION TO VIPASSANA MEDITATION BASED UPON THE YALE AND NEW YORK UNIVERSITY TALKS OF JANUARY19TH AND FEBRUARY 15TH 2015 Paul R. Fleischman, M.D.For free distribution in print or via the internet. Available for free online write to: dr.paulrf@gmail.com For more information about Vipassana courses and schedules go to http://www.dhamma.org Introduction During the years that I have been giving talks on Vipassana meditation, the audiences have changed radically. Only a few decades ago, meditation was relatively exotic. Today, it has been the subject of thousands of studies and articles in the Western world, and is practiced to some degree by millions of people. Audiences have more scientific information, beliefs, assumptions, misinformation, enthusiasm, commercial interest, or psychological over-expectations and fears. Each lecture requires an adjustment to a different style of listener. In the winter of 2014-2015, I found myself scheduled to give lectures and talks at a number of varying venues. I developed three goals for each talk: describing to potential new students the meditation practice and the courses in which it is taught; making the presentation compatible with contemporary science while preserving Vipassana’s historical authenticity; addressing specific audience agendas.
Una commovente testimonianza di Goenka verso il suo amico e fratello in Dhamma, Om Prakash. Addio, fratello nel dhamma di S.N. Goenka "Straordinario!" Parlando con voce sommessa, com'era suo solito, il dott. Om Prakashji ripetè: "È veramente straordinario. Ho visto morire tante persone, ma mai in questo modo". Si riferiva alla mia zia e madre adottiva, Rami Devi. Davvero la sua malattia e la sua morte furono fuori dell'ordinario.
Questo omaggio composto da un meditatore ripercorre con citazioni e foto lo straordinario contributo del maestro Goenka (1924-2013) alla diffusione dell'insegnamento del Buddha. " Sono qui a offrirvi il conseguimento spirituale più alto della cultura indiana, la gemma più preziosa custodita e preservata da una catena di monaci e maestri birmani. Questa gemma è la meditazione Vipassana, la tecnica di auto-osservazione che permette la liberazione da tutte le sofferenze della vita." S.N. Goenka
Nel 1995 una meditatrice di Vipassanā fu operata due volte per un cancro alla tiroide. Guarì ma rimase in preda all’ansia poiché aveva sentito che il morbo aveva un’alta probabilità di ripresentarsi. Che ne sarebbe stato se fosse tornato? Ella incontrò Goenkaji e rimase profondamente influenzata dalle indicazioni che ne ricevette. Qui di seguito è riportata la conversazione tra lei e Goenkaji così come annotata da suo marito.
Dal notiziario Vipassana Primavera 2003:Nell’agosto 2002, Goenkaji autorizzò l’istituzione di un’associazione di Vipassana per le prigioni, il cui scopo è di lavorare con le agenzie governative e gli istituti privati per portare la Meditazione Vipassana ai prigionieri e al personale penitenziario del Nord America... E altre notizie.
Discorso di Goenka allo Smith College School of Social Work, Northhampton, Mass, Usa,1991. Estratto Amici, colleghi operatori sociali, questo seminario ha come temi i problemi con cui devono confrontarsi gli operatori socio-sanitari. La professione di chi opera in campo sociale è nobilissima, perché aiutate chi è in difficoltà e in angoscia, ma il vostro è un cammino irto di pericoli. Dopo qualche anno di esperienza, un operatore sociale si rende conto che il suo compito è difficile, zeppo d’imprevisti e d’insidie. La nobile missione di aiutare gli altri può risolversi in infelicità per se stessi. Come mai?
Cenni sul rapporto tra meditazione e psicologia di Vincenzo De Giovanni psicologo, formatore e meditatore. La ricerca di Siddhatta Gotama - Un metodo concreto- La peculiarità della scoperta del Buddha - Automatismo e autonomia - La zanzara punge - Com’è, in pratica, la meditazione Vipassana - Vipassana e la psiche - Dalla superficie del corpo all’interno del corpo - A proposito del dolore.
Grazie per la disponibilità di mettere a disposizione di tutti questo prezioso testo di meditazione. (Ndr)Prefazione all’edizione italiana (agosto 2013) L’associazione Centro Ricerca Visione Profonda (CRVP) ha l’obiettivo di preservare e diffondere le pratiche di Ānāpāna e di Vipassanā secondo la tradizione birmana, così come praticata e insegnata da Ledi Sayādaw, Saya Thet, U Ba Khin, Coleman. A questo scopo oltre a organizzare ritiri intensivi di pratica di Vipassana, la CRVP intende diffondere anche alcuni testi di valore, che potrebbero essere molto utili alla comprensione dell’esperienza da parte degli studenti seriamente intenzionati ad approfondire il sentiero del Buddha. Il “Manuale della consapevolezza del respiro – Ānāpāna Dīpani”, è stato scritto da Mahātera Ledi Sayādaw, il monaco da cui deriva l’insegnamento di U Ba Khin e che ha aperto la meditazione Vipassanā anche ai laici. Questo testo non solo è molto interessante per i suoi contenuti “tecnici”, esplicativi della pratica di Ānāpāna che nei ritiri standard di 10 giorni viene praticata con assi-duità continuativa per 3 giorni e mezzo, ma apre anche la prospettiva della profondità implicita all’argomento... "
Articoli da Notiziario Vipassana 1994 Messaggio ai Prigionieri. Il seguente messaggio registrato di Goenkaji fu fatto ascoltare ai partecipanti di quattro corsi diretti da assistenti che si sono tenuti contemporaneamente nella prigione di Tihar nel gennaio del 1994. "Amici,vi siete riuniti tutti qui per liberarvi, per liberarvi da tutte le prigionie, da tutte le sofferenze. L'essere detenuti in carcere come accade a voi è una grande sventura, e l'essere liberati dal carcere è una grande fortuna. Ma esiste un carcere peggiore della segregazione tra queste quattro mura, e che è causa per tutti noi della più grande sofferenza. E' la prigione delle nostre negatività, delle nostre impurità mentali che continuamente ci sopraffanno. Siamo diventati prigionieri della nostra rabbia, del nostro odio, del nostro rancore, della nostra animosità; e siamo schiavi del desiderio, dell'attaccamento, dell'avidità, della passione, del nostro io... Sia che si trovi all'interno o all'esterno di questa prigione, ogni uomo è prigioniero delle abitudini che si è creato, per cui continuamente genera delle passioni negative e, di conseguenza, soffre continuamente. Se ci liberiamo da queste negatività, inizieremo a godere della gioia della vera liberazione..."
Vipassana - Introduzione: Non sono gli epigoni di quella beat generation che ha avuto per Bibbia Jack Kerouac e i suoi Vagabondi del Dharma. E A scuola dallo stregone con i libri di Carlos Castaneda non ci sono mai andati. Niente a che fare poi con New Age e profezie celestiniane numero uno, due, tre eccetera. Chi pratica la meditazione Vipassana lavora nelle aziende e nelle scuole, è libero professionista o impiegato, studente o commerciante e utilizza questa tecnica ultramillenaria semplicemente per vivere meglio.
SPIRITUALITA' ORIENTALE IL SOLE 24 ORE 6 gennaio 2002 Come immergersi nel caos della realtà e imparare a dominarlo La meditazione è la virtù dei forti DI GIULIANO BOCCALI
Ciao … come va oggi? Vorrei condividere con te alcune considerazioni personali di dhamma che mi sono sorte proprio in questi giorni. Sono considerazioni generali, non riferite ad alcuno in particolare, eccetto che a me stesso. Ma ho sentito il desiderio di passartele, perché forse ci possono aiutare ad approfondire le nostre capacità di comunicare.
Tratto dal libro Karma e Caos, pubblicato da Ubaldini. Vorrei parlare di quella meditazione che si svolge fuori del contesto dei ritiri formali, nel turbine dell'esistenza quotidiana. Voglio ripercorrere la routine giornaliera di un meditatore impegnato, per esaltare il contributo di Vipassana ad una vita costretta tra le lancette dell'orologio, le montagne di carte, le frettolose colazioni dei giorni feriali, i petulanti squilli del telefono, il tintinnio di una tazza di tè, lo scambio di confidenze. Il meglio della nostra vita si consuma in queste occupazioni abituali e ripetitive. Come si può vivere Vipassana momento per momento, giorno dopo giorno? ** Paul R. Fleischman, M.D., pratica la psichiatria da piu di trent’anni. Nel l993 ha ricevuto l’Oscar Pfister dall’American Psychiatric Association per “i suoi importanti contributi all’aspetto umanistico e spirituale dei problemi psichiatrici” forniti nel libro The Healing Spirit (Paragon House, New York, l989). La sua opera piu recente e Cultivating Inner Peace (Tarcher/Putnam, New York, l997). Ha fatto il suo primo corso di Vipassana, con sua moglie Susan, nel l974, in India, sotto la guida di S.N. Goenka. Nel l987 i Fleischman furono nominati Assistenti nell’insegnamento di Vipassana, e nel l998 S.N. Goenka li ha nominati Maestri. Altri suoi testi in www. pariyatti.org
Tratto dal libro Karma e Caos, pubblicato da Ubaldini. Vorrei parlare di quella meditazione che si svolge fuori del contesto dei ritiri formali, nel turbine dell'esistenza quotidiana. Voglio ripercorrere la routine giornaliera di un meditatore impegnato, per esaltare il contributo di Vipassana ad una vita costretta tra le lancette dell'orologio, le montagne di carte, le frettolose colazioni dei giorni feriali, i petulanti squilli del telefono, il tintinnio di una tazza di tè, lo scambio di confidenze. Il meglio della nostra vita si consuma in queste occupazioni abituali e ripetitive. Come si può vivere Vipassana momento per momento, giorno dopo giorno? ** Paul R. Fleischman, M.D., pratica la psichiatria da piu di trent’anni. Nel l993 ha ricevuto l’Oscar Pfister dall’American Psychiatric Association per “i suoi importanti contributi all’aspetto umanistico e spirituale dei problemi psichiatrici” forniti nel libro The Healing Spirit (Paragon House, New York, l989). La sua opera piu recente e Cultivating Inner Peace (Tarcher/Putnam, New York, l997). Ha fatto il suo primo corso di Vipassana, con sua moglie Susan, nel l974, in India, sotto la guida di S.N. Goenka. Nel l987 i Fleischman furono nominati Assistenti nell’insegnamento di Vipassana, e nel l998 S.N. Goenka li ha nominati Maestri. Altri suoi testi in www. pariyatti.org
Incontro annuale per la diffusione del Dhamma Dhammagiri, India. Una tradizione d’insegnamento laica e “nuova” – Come riconoscere chi è idoneo al servizio - La rotazione degli incarichi – La purezza e i mezzi di sussistenza - I principi fondamentali e le linee guida
Pochi conoscono l’interesse per la meditazione della leader pakistana di Roop Jyoti* ... Nell’estate del 1994, una telefonata dal Ministero degli Interni a Kathmandu mi informava che il primo ministro Benazir Bhutto, in visita ufficiale in Nepal, aveva espresso il desiderio di visitare Dharmashringa, il centro di meditazione Vipassana di Kathmandu.
Beyond Mindfulness A Complex Psychological Development Through Vipassana Meditation Paul R. Fleischman M.D. Introduction In my contacts with meditators and health professionals both in the United States and around the world, I have noticed the need for a specific kind of explanation of Vipassana Meditation, one that clarifies the difference between Vipassana and healing techniques associated with mindfulness. Vipassana offers its students a potential for complex psychological development. For this potential to be actualized, Vipassana needs to be accurately understood, preserved, and practiced.
Tratto dal libro: Quiete e visione profonda, Artestampa editore, 2015.Sayagyi U Ba Khin, laico e maestro di Vipassana di Amadeo Solé-Leris L’uomo U Ba Khin (1899-1971), grande maestro di meditazione ed energico promotore della corrente secolare nella pratica di Vipassana, possedeva una di quelle forti personalità che riescono in tutto ciò che intraprendano.
Sayagyi U Ba Khin L'uomo e il maestro Estratto dal libro " Il tempo della meditazione Vipassana e' arrivato" Edizioni Ubaldini Una persona come Sayagyi non morirà mai. Potete non vederlo, ma il suo insegnamento continuerà. (Webu Sayadaw) Sayagyi U Ba Khin nacque a Rangoon, la capitale della Birmania, il 6 marzo 1899. Era il più giovane di due figli in una famiglia dai mezzi molto modesti, che viveva in un quartiere popolare. A quel tempo la Birmania era sotto la dominazione inglese, e vi rimase fin dopo l'ultima guerra. Un anziano signore, che lavorava in una fabbrica lì vicino, aiutò U Ba Khin a entrare nella scuola metodista all'età di otto anni. Era uno studente molto dotato, e vinse così una borsa di studio.
Conferenza di Goenka al centro di meditazione Vipassana ‘Dhammagiri’ Igatpuri, India. Cari amici e visitatori di questa terra di Dhamma, in tutti i centri di meditazione Vipassana presenti nel mondo, come questo che ci accoglie, s’insegna un modo di vivere. Come vivere in pace, in armonia con se stessi, e come generare pace ed armonia per gli altri.
Scritture buddhiste MAJJHIMA NIKAYA Raccolta dei discorsi medi (o di media lunghezza) Il Majjhima Nikaya, o "Discorsi di media lunghezza" del Buddha, è il secondo di cinque nikaya, o collezioni, nel Sutta Pitaka del Tipitaka, ossia Il Triplice Cesto. Questo nikaya comprende 152 discorsi del Buddha e dei suoi principali discepoli, che costituiscono tutt'assieme un corpo d'insegnamento completo di tutti gli aspetti degl'insegnamenti del Buddha. Si divide in tre "pannâsa" (mûlapannâsa, majjhimapannâsa, uparipannâsa) comprendendo ciascuno 50 sutta, tranne il terzo che ne comprende 52. Ognuno di questi pannâsa viene diviso in 5 "vagga". I compendi dei sutta ti permetteranno di scegliere appositamente il sutta che ti interessa.
Il grande dono del Buddha all’umanità* Attraverso molte nascite ho vagato in questo ciclo infinito del divenire, cercando, ma non trovandolo, il costruttore di questa casa (mente-corpo, n.d.r.). Ho continuato a nascere e rinascere nella sofferenza. O costruttore, ora ti ho visto. Non potrai più costruire alcuna casa: la trave di sostegno e tutti i travicelli del tetto sono stati demoliti. La mente è libera da tutti i condizionamenti. Ho raggiunto lo stadio libero da ogni desiderio. (Dhp. 153-154)
Il termine pali pāramitā significa qualità da sviluppare sino alla perfezione. Ci sono dieci buone qualità mentali il cui totale compimento o maturazione realizza la promessa di buddhità (‘risveglio’) di un bodhisatta, un essere destinato a diventare un Buddha. Esse ci a conseguire la liberazione finale. Tra le dieci perfezioni, è di particolare importanza la tolleranza o sopportazione, khanti pāramī. Essere in grado di sostenere le più dure vicissitudini dell’esistenza con tolleranza e calma obiettività, sopportare un evento doloroso ed intollerabile o la perdita di qualcuno che è vicino e caro con mente calma e quieta, in altre parole, essere capace di mantenere equanimità interiore fino al livello più profondo ed in ogni momento: questo significa ottemperare all’istanza della qualità della tolleranza. Il bodhisatta che portò a compimento le sue qualità e divenne un Sammā Sambuddha (‘Completamente Illuminato’) dal nome di Gotama il Buddha, era riuscito a far maturare la qualità della tolleranza nelle sue vite precedenti.
La gradualità della realizzazione nell'immobilità.
Il Buddha offre cinque metodi pratici di reagire saggiamente ai pensieri maldestri (pensieri connessi con il desiderio, l\'avversione, o l\'illusione). IN QUESTA SEZIONE - LA PRATICA appariranno discorsi del Buddha che potranno essere di aiuto ai meditatori per superare le inevitabili difficoltà che incontreranno sul cammino spirituale della purificazione della mente. A volte verrà anche indicato in questa descrizione un audio o video di un maestro che spiegherà in dettaglio il discorso. In questa occasione potete ascoltare una lucida e utile spiegazione data da Ven. Gunaratana, che potete ascoltare in video in inglese su: https://youtu.be/zNAtPLWr5UY. Altri discorsi in italiano li trovate su www.canonepali.net
I quattro stati sublimi. Articolo di Goenka apparso sul notiziario. E\\\' necessario praticare e sviluppare i quattro stati sublimi della mente - brahma-vihára - : lo stato sublime di amore e di benevolenza (mettā); di compassione (karuóá) di partecipazione alla gioia degli altri (muditá) di equanimità (upekkhá) Vi è un modo semplice di praticare e sviluppare i quattro stadi sublimi: consiste nell’atto caritatevole (dāna), che è puro e vantaggioso nel passato, nel presente e nel futuro, ed è puro secondo tre aspetti.
Articolo apparso sul Messaggero settembre 1999, in occasione di un seminario su " Il contributo di Vipassana per gli operatori sociali".
IMPORTANTE: Troverete all\'interno dell\'articolo i link per ascoltare gli interventi registrati dei relatori. INTUIZIONI DA UN\'ANTICA TRADIZIONE - MEDICINA, SCIENZA E SPIRITUALITA\'ALLA LUCE DELLA MEDITAZIONE VIPASSANA. RITIRO SPIRITUALE . 23 AGOSTO – 3 SETTEMBRE CONFERENZA . 3 – 4 SETTEMBRE 2000. Sperimenta la meditazione Vipassana. Esplora intellettualmente i suoi benefici. Fin dal suo arrivo dall’Est, la meditazione Vipassana ha interessato una vasta varietà d’individui. Essa consiste in un metodo sistematico di auto-esaminazione che porta allo sradicamento delle negatività mentali che sono responsabili della sofferenza umana. Come insegnata S.N. Goenka, nella tradizione di Sayagyi U Ba Khin, Vipassana si è diffusa per la purezza della sua tecnica, basata sull’osservazione della realtà. Il Centro di Meditazione Vipassana invita a sperimentare direttamente la meditazione in un ritiro di silenzio della durata di dieci giorni. Al termine del ritiro esplorerete i suoi benefici, da diversi punti di vista, in una conferenza di due giorni.
Conversione al Dhamma estratti dal Diario di Sayagyi U Ba Khin1 Un mio amico musulmano, commerciante a Rangoon, soffriva di insonnia da anni. Niente gli giovava e la sua esistenza era una continua sofferenza. Quando venne a sapere quanto vipassana avesse migliorato la mia vita, mi chiese di ragguagliarlo sul metodo. Glielo spiegai in dettaglio, e gli venne una gran voglia di partecipare ad un corso. Prima, però, voleva visitare il centro di meditazione e conoscere il mio insegnante.
Corso di un giorno DISCORSO di Goenka sulla pratica quotidiana La continuità della pratica - Gli alti e bassi della vita - Come affrontarli - Come essminarsi - Non siete soli - Gli effetti dell’equanimità - Comprensione e determinazione - Riesaminate la vostra pratica - I miei auguri Desidero dare alcuni consigli a coloro che hanno partecipato a questo corso di un giorno. Siete venuti qui appositamente per rinvigorire la vostra ispirazione, la vostra volontà e la vostra energia, in modo da impegnarvi con maggior fervore.
Corso di un giorno DISCORSO di Goenka sulla pratica quotidiana La continuità della pratica - Gli alti e bassi della vita - Come affrontarli - Come esaminarsi - Non siete soli - Gli effetti dell’equanimità - Comprensione e determinazione - Riesaminate la vostra pratica - I miei auguri Desidero dare alcuni consigli a coloro che hanno partecipato a questo corso di un giorno. Siete venuti qui appositamente per rinvigorire la vostra ispirazione, la vostra volontà e la vostra energia, in modo da impegnarvi con maggior fervore.
Che cosa è il Buddhismo? La seguente è la prima di una serie di conferenze tenute da Thray Sithu Sayagyi U Ba Khin, presidente dell'Associazione Vipassana e fondatore dell'International Meditation Centre. Le conferenze, tenute quando egli era ragioniere generale dello stato, si svolsero nella chiesa metodista di Rangoon, su richiesta di un gruppo di studiosi di religioni. Prima conferenza (23 settembre 1951) Considero un gran privilegio per me essere qui stasera tra di voi per parlare di "Che cosa è il Buddhismo". Voglio subito essere molto franco. Non ho frequentato alcuna università e mi intendo di cose scientifiche quanto un qualsiasi altro cittadino. Non sono neanche uno studioso di teorie del Buddhismo, né conosco il pali, lingua in cui furono tramandati i Tipiþaka (generalmente conosciuti come i Tre Canestri del Dhamma). Tuttavia, devo ammettere che ho letto in birmano molti trattati, scritti da noti e sapienti monaci. Dato che il mio approccio al Buddhismo è più pratico che teorico, spero di essere in grado di trasmettervi qualcosa non facilmente reperibile altrove. Comunque, mi considero ancora uno studente nella pratica del Buddhismo e con l'esperienza sto cercando di imparare la verità sulla natura delle energie. E dato che devo fare tutto ciò quando i miei impegni di padre di famiglia e di funzionario statale me lo permettono, progredisco piuttosto lentamente e non pretendo a tutti i costi che quello che dico sia sempre corretto nei dettagli. Posso aver ragione o sbagliare, ma vi assicuro che tutto quello che dico è ispirato dalla massima sincerità d'intenti, e lo espongo con le migliori intenzioni e con assoluta convinzione.
Che cosa è il Buddhismo? La seguente è la prima di una serie di conferenze tenute da Thray Sithu Sayagyi U Ba Khin, presidente dell'Associazione Vipassana e fondatore dell'International Meditation Centre. Le conferenze, tenute quando egli era ragioniere generale dello stato, si svolsero nella chiesa metodista di Rangoon, su richiesta di un gruppo di studiosi di religioni. Prima conferenza (23 settembre 1951) Considero un gran privilegio per me essere qui stasera tra di voi per parlare di "Che cosa è il Buddhismo". Voglio subito essere molto franco. Non ho frequentato alcuna università e mi intendo di cose scientifiche quanto un qualsiasi altro cittadino. Non sono neanche uno studioso di teorie del Buddhismo, né conosco il pali, lingua in cui furono tramandati i Tipiþaka (generalmente conosciuti come i Tre Canestri del Dhamma). Tuttavia, devo ammettere che ho letto in birmano molti trattati, scritti da noti e sapienti monaci. Dato che il mio approccio al Buddhismo è più pratico che teorico, spero di essere in grado di trasmettervi qualcosa non facilmente reperibile altrove. Comunque, mi considero ancora uno studente nella pratica del Buddhismo e con l'esperienza sto cercando di imparare la verità sulla natura delle energie. E dato che devo fare tutto ciò quando i miei impegni di padre di famiglia e di funzionario statale me lo permettono, progredisco piuttosto lentamente e non pretendo a tutti i costi che quello che dico sia sempre corretto nei dettagli. Posso aver ragione o sbagliare, ma vi assicuro che tutto quello che dico è ispirato dalla massima sincerità d'intenti, e lo espongo con le migliori intenzioni e con assoluta convinzione.
The following paper is a summary of the main results and most striking insights derived from the case study entitled "Craving, Addictedness and In-Depth Systemics". The case study is based on the Therapy Centre for Drug Addicts START AGAIN in Maennedorf and Zurich, Switzerland. It was carried out for the Swiss Federal Office of Justice which considered this centre to be an "innovative trial model" due to its specific logic of intervention. Between summer 1995 and autumn 1998 the study was funded by the Swiss Federal Department of Justice and Police. The complete final report is approximately 400 pages long. The present translation of the summary into English has been carried out by Dr. Stephan ATZERT, Associate at the Dept. of Germanic Studies at the University of Melbourne in Victoria, Australia. The author wishes to express his deep gratitude to him for his arduous work.
Articolo di Vincenzo De Giovanni psicologo del lavoro, formatore e meditatore. Dal taylorismo alla risorsa umana - L’uomo come sistema - I gruppi di qualità - Una nuova cultura, una presa di coscienza - In questo scenario, come si pone Vipassana?
In Inglese. Interessante studio su questo famoso discorso del Buddha sull'origine del mondo e la sua continua ed incessante trasformazione.
Breve articolo di Goenka pubblicato sul Notiziario Internazionale. \"É nella natura dell’uomo continuare a preoccuparsi per il proprio futuro. Per assicurarsi un futuro felice, l’uomo cerca rifugio ed aiuto in fenomeni terrestri e soprannaturali. Ma se si esclude il Dhamma, la verità, non esiste altro rifugio o potere che possa veramente proteggerci\".
Discorso inaugurale all’Assemblea annuale di Vipassana, Jaipur, India, 1993. Estratto.
Tratto da: La saggezza che libera - a cura di Pierluigi Confalonieri - Edizioni Arte stampa 2013. Questi quattro discorsi sono tratti dal Samyutta Nikáya, la Raccolta di discorsi raggruppati per argomenti. Una delle cinque raccolte (nikáyas) che costituiscono il Sutta Piþaka, la cesta dei discorsi. " SE vogliamo imparare a vivere una vita felice, è necessario che ci trasformiamo in maniera radicale e, per un tale cambiamento, anche la fede più sublime non basta, ma occorre sperimentare la legge naturale – il Dhamma – all’interno di noi stessi: dobbiamo renderci conto personalmente della nostra natura effimera e mutevole. Dopo tale esperienza, diventa spontaneo generare in noi quel distacco, o equanimità, che ci permette di rimanere sereni in mezzo alle vicissitudini della vita. La chiave di questa percezione diretta è la sensazione corporea, vedaná in pali, perché è attraverso di essa che noi entriamo in contatto con il mondo esterno.
Discorso di Goenka agli studenti anziani California, agosto 1995. La necessità di un centro-La purezza della tecnica- Perchè questa tecnica-La purificazione della mente- Le sensazioni fisiche-L’importanza della pratica in un centro-La verifica del progresso in Dhamma-Il sorgere della compassione-Il valore del servizio-La serietà della meditazione-Il mio augurio
I discorsi serali tenuti da S.N. Goenka durante il corso di meditazione Vipassana. Ogni sera di corso, Goenka tiene i “discorsi sul Dhamma”, nei quali esamina gli aspetti della me-ditazione affrontati durante il priorità della pratica sulla teoria. Egli premette che sono finalizzati a facilitare i meditatori nella comprensione di ciò che devono fare, perché meditino in modo corretto e raggiungano risultati. Questi discorsi danno una visione generale dell’insegnamento che viene presentato progressivamente al meditatore come un insieme dinamico e coerente. Attraverso le sue sfaccettature, si può intravedere la sua essenza, che solo l’esperienza meditativa - un processo al di là dell’intelletto - può dare. È quest’e-sperienza che fa cogliere il significato sia dei discorsi che dell’insegnamento del Buddha. La conoscenza intellettuale dell’insegnamento è propedeutica e di sostegno alla pratica meditativa. Il corso offre l’op-portunità di compiere passi concreti verso la libe¬razione: si impara a liberare la mente da tensioni, a vivere con pace e gioia, vitalità e operosità e, nello stesso tempo, si inizia un cammino verso purezza mentale, liberazione dalla sofferenza, illuminazione: le mete più alte alle quali si possa aspirare. Per giungere a questi traguardi, non basta desiderarli, o rifletterci su, ma è necessario dirigersi verso di essi. Per questo, al corso, s’insiste sulla pratica; non vi sono discussioni filosofiche e dibattiti. Il meditatore è incoraggiato a trovare le risposte dentro di sé. L’insegnante fornisce le istruzioni necessarie all’esercizio meditativo, ma spetta a ognuno, con le proprie forze, applicarle e combattere la propria bat¬taglia. Ci auguriamo che i lettori siano stimolati da questa lettura a partecipare a un corso di Vipassana, in modo da sperimentarne i benefici. (William Hart) PRIMO GIORNO L’osservazione del respiro - Le prime difficoltà - La peculiarità di questa tecnica - Conoscersi - La tecnica è universale - Sperimentare la verità - Le leggi di natura - Il respiro come strumento - Attraversare il fiume - Il ponte - La verità della mente - Ad un livello piu’ sottile - L’osservazione indiretta della mente - Il passato e il futuro - I tipi di pensieri - L’ignoranza - L’arte di vivere - I disagi - L’aiuto delle regole - L’orario - Evitate la sonnolenza - Non meditate all’aperto - Non esagerate con il cibo - L’osservanza del silenzio - Non praticare altre tecniche - Rimanere nell’area delimitata - Una spiegazione.
Cosa succede quando ci arrabbiamo? La legge di natura è tale che chi genera rabbia ne è la prima vittima. Appena si comincia a generare rabbia, si comincia a soffrire, anche se nella maggior parte dei casi non ce ne rendiamo conto; d’altra parte, anche quando ce ne accorgiamo, non riusciamo a respingerla. È evidente che la rabbia sorge quando succede qualcosa di sgradevole, quando qualcuno ci crea un problema, o quando veniamo insultati, calunniati o disprezzati. Ragioni come queste fanno divampare la nostra rabbia e noi pensiamo che ne siano la causa. Ma è davvero possibile che una persona possa detenere così tanto potere che nessuno possa più dire o fare nulla contro di lei?
Goenka risponde alle domande dei meditatori a cura del Vipassana Research Institute Assemblea annuale, Dhammagiri, Igatpuri, India, 21 Gennaio 1995 Alcune tra le seguenti domande e risposte sono anche in altri articoli. Le proponiamo comunque perché danno l’atmosfera dell’incontro: meditatori da tutto il mondo, incontrandosi al centro di meditazione Dhammagiri, esprimono al maestro i loro dubbi e chiedono chiarimenti e spiegazioni, sia sulla tecnica sia sugli aspetti organizzativi.
Domande e risposte tra partecipanti ai corsi e alle conferenze e S.N. Goenka SECONDA PARTE. Da quando Goenka iniziò a insegnare Vipassana nel 1969, gli sono state poste migliaia di domande, in occasione dei suoi corsi, di conferenze pubbliche e di interviste, in tutto il mondo; domande riguardanti un ampio spettro: dalla meditazione Vipassana, al Dhamma, l’insegnamento del Buddha, alla sua applicazione quotidiana. Molte domande e relative risposte sono state trascritte e poi tradotte nelle varie lingue a cura delle Associazioni Vipassana dei singoli paesi; questo con le due finalità di guidare e ispirare i praticanti e d’incoraggiare tutti a partecipare a un corso di dieci giorni.Le seguenti domande e risposte, sono tratte dai Notiziari Vipassana Italia, periodico a cura dell’Associazione Vipassana Italia; e da due testi della Collana Biblioteca Vipassana: W. Hart, La meditazione Vipassana – Un’arte di vivere, Artestampa, Modena, 2011; e S.N. Goenka, Vipassana è per tutti, Artestampa, Modena, 2013.
Domande e risposte tra partecipanti ai corsi e alle conferenze e S.N. Goenka PRIMA PARTE Da quando Goenka iniziò a insegnare Vipassana nel 1969, gli sono state poste migliaia di domande, in occasione dei suoi corsi, di conferenze pubbliche e di interviste, in tutto il mondo; domande riguardanti un ampio spettro: dalla meditazione Vipassana, al Dhamma, l’insegnamento del Buddha, alla sua applicazione quotidiana. Molte domande e relative risposte sono state trascritte e poi tradotte nelle varie lingue a cura delle Associazioni Vipassana dei singoli paesi; questo con le due finalità di guidare e ispirare i praticanti e d’incoraggiare tutti a partecipare a un corso di dieci giorni.Le seguenti domande e risposte, sono tratte dai Notiziari Vipassana Italia, periodico a cura dell’Associazione Vipassana Italia; e da due testi della Collana Biblioteca Vipassana: W. Hart, La meditazione Vipassana – Un’arte di vivere, Artestampa, Modena, 2011; e S.N. Goenka, Vipassana è per tutti, Artestampa, Modena, 2013.
Goenka risponde alle domande dei meditatori sulla pratica Mendocino County, CA, USA, 1982/giugno Dalla rivista \\\'Vipassana\\\' (numero speciale del gennaio 1983) edita dal Vipassana International Meditation Centre di Hyderabad (India), riprendiamo un estratto di domande e risposte tra praticanti e il loro maestro S.N. Goenka, scambiate durante un corso di meditazione che si è svolto a Mendocino.
Contributo di Vincenzo De Giovanni - psicologo formatore. La fisiologia cerebrale - Il meccanismo fisiologico della reazione L’importanza delle sensazioni fisiche - I risultati dell’osservazione equanime - Come allenare la mente conscia \" Le più recenti scoperte di fisiologia cerebrale sembrano confermare i presupposti su cui si basa la meditazione Vipassana. Queste scoperte partono da Paul Mac Lean, noto per aver enunciato la teoria dei tre cervelli, secondo cui il sistema nervoso racchiude tre livelli organizzativi. Il primordiale, che regola i riflessi governati dal midollo spinale; l’intermedio, il sistema limbico, sede di istinti ed emozioni; il più recente, la corteccia, - la mente cosciente -, sede delle funzioni cognitive come la memoria.
Christian Priests in India Taste Vipassana Fr. Desmond D'Souza “Vipassana gives you a starting point from experience that influences your whole life. It will have an influence, therefore on the way you theologise, the way you philosophise, the way you pray and the way you lead your life"
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Una magistrale descrizione del maestro U Ba Khin della pratica di Anapana.
Introduction The letters written by Mr. John Hislop describing his meditation experience with Sayagyi U Ba Khin (1899—1971) are of interest to other meditators for several reasons. They are a good example of how much progress a person can make if he/she is sincere and follows the teacher’s instructions. And they show that direct experience of the Teachings of the Buddha will lead to a deeper understanding than theoretical knowledge. Mr. Hislop had not studied Buddhism before coming to Burma and, therefore, could not anticipate the various stages of development along the Path. This is not to say, of course, that theoretical knowledge is not valuable. Another Western student of Sayagyi’s, Mr. Jan van Amersfoort, knew a good deal about Buddhism before coming, and he too was able to make significant progress. Mr. Hislop’s account is also interesting because he was at the International Meditation Centre, Rangoon, when the Venerable Webu Sayādaw came for a visit. This sort of good fortune is due to his work in past lives, which must have been considerable when we consider his achievement. A word of caution is in order, however. Like many Westerners who contacted Sayagyi or who came to work with him, Mr. Hislop had investigated various teachings. There is a tendency in the West to confuse quantity with quality — to think that the greater the variety of meditation techniques one has tried, the more one knows. Sayagyi found that quite the contrary was the case. Such experimentation tended to confuse the student. And, at times, he was very reluctant to encourage people to work with him — especially if they showed that they had other teachers whom they had followed. It was often sufficient to ask the prospective student to think it over, or for Sayagyi to request them to start first with one of his own students before coming to the Centre. A person who is too attached to his former approach would decide to continue with it. A person who would be able to follow Sayagyi’s instructions at the Centre would follow them beforehand as well. Another belief one encounters frequently in the West is that there are many paths to one goal — that all religions lead to the same thing. Sayagyi pointed out that it is true that many religions work for concentration, which is part of the Path rediscovered by the Buddha. And it is true that the Buddha was able to teach different exercises that were suited to different types of persons for both concentration (Samādhi) and insight (Vipassanā). The Buddha made it very clear, however, that systems of belief which do not include the working out of cause and effect are very harmful. And, if one believes in a creator god or a higher being or consciousness or an entity which transcends the world and with which one can identify, or which can save others, it will be impossible to do more than develop good actions, moral living, and concentration with, perhaps, a certain foundation through personal experience that may lead later to understanding. Saya U Chit Tin
In Inglese. Importante manuale per tutti i meditatori che vogliono capire i differenti aspetti organizzativi e teorici dei corsi e dei centri. Man mano nel tempo, tramite le Assemblee annuali tenute a Dhammagiri, Goenka ha chiarito e approfondito il significato del servizio e della struttura organizzativa che serve ad offrire i corsi di meditazione Vipassana, nella tradizione di U Ba Khin.
Ogni registrazione dura un’ora; inizia con un canto e le istruzioni, prima in inglese e poi in italiano; prosegue con 50 minuti circa di silenzio; termina con un canto e le istruzioni per la pratica di metta.
Gli effetti terapeutici di Vipassana*. Tratto dal libro di Paul Fleischmann “Karma e Caos” Ubaldini editore. Estratto. Autoconoscenza-Fiducia di base-Futuro e volontà-Responsabilità- Corretta concentrazione ed etica Autocontrollo-Risoluzione dei conflitti-Storia e comunità-Tempo e cambiamento-Integrazione fisica-relazioni interpersonali-La verità-Amore umano-Domande e risposte Altri aspetti della meditazione. La meditazione Vipassana, così come insegnata da S.N. Goenka, risulta essere la pratica meditativa esposta dal Buddha storico come via diretta alla completa liberazione dalla sofferenza umana. Ma molto prima di raggiungere questo traguardo, un comune studente, seriamente impegnato, può ricavare profondi vantaggi terapeutici da Vipassana.\" ** Paul R. Fleischman, M.D., pratica la psichiatria da più di venticinque anni. Nel l993 ha ricevuto l’Oscar Pfister dall’American Psychiatric Association per “i suoi importanti contributi all’aspetto umanistico e spirituale dei problemi psichiatrici” forniti nel libro “The Healing Spirit” (Paragon House, New York, l989). La sua opera più recente è “Cultivating Inner Peace” (Tarcher/Putnam, New York, l997). Ha fatto il suo primo corso di Vipassana, con sua moglie Susan, nel l974, in India, sotto la guida di S.N. Goenka. Nel l987 i Fleischman furono nominati Assistenti nell’insegnamento di Vipassana e nel l998 S. N. Goenka li ha nominati Maestri. Altri suoi testi in www.pariyatti.org.
Da quando Goenka iniziò a insegnare Vipassana nel 1969, gli sono state poste migliaia di domande, in occasione dei suoi corsi, di conferenze pubbliche e di interviste, in tutto il mondo; domande riguardanti un ampio spettro: dalla meditazione Vipassana, al Dhamma, l’insegnamento del Buddha, alla sua applicazione quotidiana. Molte domande e relative risposte sono state trascritte e poi tradotte nelle varie lingue a cura delle Associazioni Vipassana dei singoli paesi; questo con le due finalità di guidare e ispirare i praticanti e d’incoraggiare tutti a partecipare a un corso di dieci giorni. Ricordiamo tuttavia che Goenka evidenziò sempre come le risposte possano arrivare grazie a una continua e corretta pratica meditativa. La sua rispoDomande e risposte 2 sta chiave infatti è: “Sperimentare la verità da voi stessi, solo allora diventa verità per voi, altrimenti è solamente la verità di qualcun altro”. Le seguenti domande e risposte sono tratte dai Notiziari Vipassana Italia, periodico a cura dell’Associazione Vipassana Italia; e da due testi della Collana Biblioteca Vipassana: W. Hart, La meditazione Vipassana – Un’arte di vivere, Artestampa, Modena, 2011; e S.N. Goenka, Vipassana è per tutti, Artestampa, Modena, 2013. Esse riguardano uno spettro ampio e sono state suddivise per argomenti, di cui trovate l’elenco, qui sotto. Per aprire un argomento, cliccateci sopra. Gli argomenti sono implementati gradualmente.
Gratitudine per Sayagyi U Ba Khin di S.N. Goenka Discorso alla Conferenza annuale di Vipassana, Dhammagiri, Igatpuri, India, 10 gennaio 1999. Estratto. Il migliore monumento a U Ba Khin è ogni singolo meditatore Risultati concreti e verificabili - La pratica personale - Non diventiamo una setta! - La purezza della pratica originaria - La responsabilità individuale - Conclusioni e auspici
Discorso al termine del corso di dieci giorni, nel pomeriggio del giorno dedicato all’insegnamento della meditazione di benevolenza. \"Avete terminato il corso di Vipassana, ma non è sufficiente: è necessario che troviate il modo di applicare questa tecnica nella vita quotidiana. Partiti da qui, dovrete affrontare il mondo, le vostre vicissitudini, e u quindi tilizzare l’equanimità che avete appreso a sviluppare. Sarà impegnativo, ma l’equanimità va coltivata e applicata. Occorre che vi esercitiate ad applicarla in un’atmosfera propizia: quella in un centro di Dhamma, durante un corso\".
In Inglese. Selected Texts from the Pali Canon and the Commentaries Compiled and translated by Nyanaponika Thera. Importante raccolta di testi del Buddha sugli impedimenti mentali che ostacolano la meditazione e su come superarli.
I corsi intensivi di 10 giorni* di meditazione Vipassana, come insegnata da S.N. Goenka, nella tradizione di U Ba Khin
Informazioni introduttive per i corsi nelle prigioni Documento preparato dalla Associazione Vipassana nel 2004, aggiornato e revisionato da Biblioteca Vipassana, 2014 Questo pacchetto introduttivo è stato preparato per dare informazioni di base riguardo ai corsi di meditazione Vipassana nelle prigioni nel mondo. Centinaia di questi corsi di dieci giorni sono stati tenuti nelle prigioni in Asia, U.S.A., Messico, Nuova Zelanda, Regno Unito e Spagna, con importanti risultati in termini di riduzione della recidività e per un generale miglioramento del comportamento dei detenuti.
Discorso in un corso di dieci giorni, al Centro Internazionale di Vipassana, a Yangoon, Myanmar. Estratto. Una breve e vivace descrizione per ognuno dei dieci ostacoli (o distruttori) della meditazione, che l’Autore ha elaborato da “Il discorso sulla grande battaglia” del Buddha.
Contributo di un meditatore che ha portato questo articolo anni fa, probabilmente scritto da un allievo diretto di U Ba Khin. Il termine Pali per "Fattore di Illuminazione " è Bojjhanga. Esso deriva dalla parola Bodhi che significa Illuminazione, essere sveglio, e dalla parola Anga, che significa fattore o ramo.
Il Dhamma (l'insegnamento del Buddha, la legge di natura) è benefico, solo se lo si mette in pratica di S.N. Goenka. Trascrizione e adattamento della prima della serie di 44 conferenze di Goenka, trasmesse su Zee TV, India Signore e Signori che amate il Dhamma, cerchiamo di comprendere che cosa esso sia. La sua definizione è sviluppo di una mente pura. Nella mente pura ci sono felicità, pace e appagamento. Lo sviluppo di una mente impura, dove ci solamente soltanto dolore, frustrazione, irrequietezza, non è Dhamma. Qual è l’ essenza di Dhamma? La sua essenza è la pratica meditativa. Senza di essa, il Dhamma non dà benefici, ma resta tema di speculazione intellettuale ed eventualmente di scontro.
Igatpuri, India,1984. Articolo autobiografico di S.N Goenka, commemorativo per i 25 anni di insegnamento. " Il 20 giugno del 1969 fu molto importante per la mia vita: fu il giorno in cui il mio venerato maestro, Sayagyi U Ba Khin, mi nominò maestro di Vipassana, conferendomi così una grande responsabilità."
Il discorso sulla felicità più grande (Maha Mangala Sutta, Sn. 258) Premessa di S.N. Goenka. Una volta al Buddha fu chiesto di spiegare cosa fosse la vera felicità ed egli elencò varie azioni benefiche che portano vera felicità. Tutte rientrano in due categorie: azioni che contribuiscono al benessere degli altri, adempiendo a tutte le responsabilità verso famiglia e società, e azioni che purificano la mente: il proprio bene non è separabile dal bene degli altri. La più grande felicità Sapere che si è padroni di se stessi, che nulla ci può sopraffare, che si può accettare con un sorriso qualsiasi cosa la vita offra: questo è il perfetto equilibro mentale o equanimità, la vera liberazione.
Da " La saggezza che libera" a cura di Pierluigi Confalonieri - Arte Stampa edizioni. Cronologicamente non è il secondo discorso, ma lo collochiamo qui per evidenziare la basilare scoperta della sofferenza, con la sua causa e la sua eliminazione, introdotta col primo discorso. La causa è tanha, la bramosia, e si tratta di capire il suo fondamentale ruolo. Il Buddha ha indagato basandosi sulla legge di causa ed effetto (chiamata anche dell’origine dipendente o dell’origine condizionata), legge universale esistita da sempre, costituita da: questo avviene a causa di quello. Se questo non avviene più, perché quello è terminato, la causa non c’è più, perciò non c’è più l’effetto. Dopo averla osservata nel suo corpo, Siddhatta Gotama il Buddha ha scoperto che è proprio una catena di causa ed effetto a perpetuare la sofferenza; una catena dove la bramosia è il punto da cui si biforcano due strade: quella della sofferenza e quella della liberazione, il punto in cui è possibile spezzare la catena di condizionamenti e avviare il processo inverso di liberazione.
Il discorso sulla libera ricerca (Kalama Sutta, A.3,65) Premessa di S.N. Goenka. "Le istruzioni ai Kalama sono famose come incoraggiamento alla libera ricerca; lo spirito del discorso è l’opposto di fanatismo, dogmatismo e intolleranza. È la prima dichiarazione dei diritti umani ed è un faro della libertà di pensiero per tutta l’umanità. Tutto l’insegnamento del Buddha mette in guardia contro la fede cieca, invita ognuno a sperimentare ciò che gli viene proposto e ad accettare un insegnamento basandosi sull’esperienza personale. È empirico, imparziale, di grande rigore intellettuale, e per questo è accettabile universalmente. In questo discorso sono descritti i benefici di una vita virtuosa, che non dipende dalle credenze, ma dal benessere mentale che si acquisisce quando si sconfiggono bramosia, avversione, ignoranza, illusione e autoinganno".
Tratto da " La saggezza che libera" a cura di Pierluigi Confalonieri. Edizioni Arte Stampa 2013. La meditazione per lo sviluppo della benevolenza – metta – è corollario a Vipassana, anzi la sua logica conclusione. È una tecnica grazie alla quale irradiamo amorevole gentilezza e benevolenza verso tutti gli esseri, inviando consapevolmente nell’atmosfera intorno a noi le vibrazioni calmanti e positive dell’amore puro e compassionevole. Il Buddha la insegnò per aiutare a condurre una vita più pacifica e armoniosa.
Una breve metafora scelta e adattata da un discorso del Buddha per descrivere l'essenza della meditazione Vipassana.
Il maestro di Dhamma di Amadeo Solé-Leris* Igatpuri, India, 1986 Intervento per il decimo anniversario della fondazione di Dhammagiri, il centro principale per la meditazione Vipassana Equilibrio e modestia - Il maestro indica la via Devozione e motivazione - La responsabilità individuale L’equanimità - L’incontro con Goenka
Nel 2000, Goenka ha visitato Myanmar, accompagnato da più di 750 meditatori provenienti da tutti i continenti. Il pellegrinaggio - Un ricordo cruciale - Il mio primo rientro in patria - Una terra di Dhamma.
Il discorso sui fondamenti della consapevolezza (Satipatthána sutta, M.10). Il testo è tratto dal libro" La saggezza che libera" a cura di Pierluigi Confalonieri - Edizioni Arte stampa 2013. " La ricerca ha portato il Buddha a riscoprire la tecnica di auto-osservazione, chiamata Satipatthána o Vipassaná, l’osservazione equanime della realtà così come è. L’oggetto di osservazione è la struttura mentale e fisica, che è l’unica sorgente di informazioni e il solo strumento di lavoro “per conoscere il mondo”. È proprio in questo corpo, di appena due braccia di lunghezza, con le sue percezioni e la sua mente, che vi faccio conoscere il mondo, il sorgere del mondo, l’estinzione del mondo e il sentiero che conduce all’estinzione del mondo. (Buddha S. 1,2,3,6)
Il recipiente di Dhamma di S.N. Goenka La giusta volizione - E come deve essere prestato questo servizio? E in che cosa consiste questo servizio? - Un’ importante caratteristica - L’esempio - Causa ed effetto Vi siete qui riuniti, venendo da ogni parte del mondo, per approfondire la comprensione sulla diffusione del Dhamma, in modo che sempre più persone possano incontrarlo e trarne beneficio. Qualunque cosa discutiate o pianificate qui nei prossimi giorni, ricordate fermamente nelle vostre menti il messaggio dato dal più grande messaggero del Dhamma, il Buddha, 25 secoli fa. Quel messaggio non solo spiega che cosa è il Dhamma, ma anche come debba essere offerto. Ogni sua parola è preziosa da ricordare. E’ un messaggio di eterna pertinenza per tutti i messaggeri del Dhamma, di tutte le epoche.
Questo articolo fa parte di una serie di articoli apparsi sulla ex rivista Paramita (ora Dharma), in cui la Falà esamina ogni singola parte della catena dell’origine interdipendente (paticca samuppada). Biblioteca Vipassana li proporrà tutti insieme in un saggio. ** Già presidente dell’ Unione Buddhista Europea, è vice presidente dell’ Unione Buddhista Italiana e presidente della Fondazione Maitreya. Rappresentante dell’ UBI al Tavolo Interreligioso di Roma, è direttore responsabile della rivista Dharma, edita da Fondazione Maitreya. I due ruoli della coscienza. Viññáóa è anche uno dei cinque skandha o fattori della personalità (n.d.r. corpo e gli elementi mentali che costituiscono la mente: coscienza, percezione, sensazione e reazione), con cui l’insegnamento del Buddha risolve l’individualità umana, negando che oltre ad essi possa esistere un io o un’anima permanente.
Tratto da " La saggezza che libera" a cura di Pierluigi Confalonieri - Edizioni Artestampa, 2013. Il discorso sull’inesistenza dell’io (Anatta lakkhana sutta, S. XXII,59). " È il secondo discorso pronunciato per i cinque asceti. Impartito come secondo proprio perché avessero il tempo di meditare con le istruzioni ricevute, i cinque poterono sperimentare che ogni cosa che si manifesta nel corpo sorge e passa, e che ogni attaccamento è causa di sofferenza. Gradualmente riuscirono a raggiungere uno stadio importante di concentrazione. Cominciava a manifestarsi in loro e a essere sperimentata un’altra verità universale, l’inesistenza di un io, verità fondamentale per raggiungere la liberazione. Solo allora il Buddha pronunciò questo insegnamento basilare.
Il seguente articolo è il riassunto di una conferenza tenuta da S.N. Goenka a Bangkok, Tailandia, nel settembre del 1989. Il sollievo temporaneo - L\'esplorazione della realtà - Come praticare Vipassana - Dalla verità apparente alla verità ultima La scoperta del Buddha - L\'impermanenza di ogni sensazione Infrangere la barriera - L\'origine della sofferenza
Moha. Una parola Pali importante per il praticante. In questa lettera Goenka ne spiega il significato.
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Goenka spediva di quando in quando lettere ai suoi familiari per spiegare aspetti del Dhamma.
Commento * di S.N. Goenka: Questo è il primo insegnamento in assoluto: è come il primo raggio del sole nascente che buca l’oscurità. È uno dei più importanti discorsi, perché vi è concentrato l’intero insegnamento dei successivi quarantacinque anni. Estratto dal libro: a cura di Pierluigi Confalonieri: La Saggezza che libera - Artestampa editore
Discorso di Goenka al Centro di meditazione Vipassana, Blackheath, New South Wales, Australia. Estratto. Lo scopo di servire in Dhamma non è certo quello di avere vitto e alloggio, di passare il tempo in un ambiente confortevole, né tantomeno di sfuggire alle responsabilità della vita. Il volontario di Dhamma medita con Vipassana e sperimenta i suoi benefici; è stato testimone del servizio di tutti i volontari, dagli insegnanti ai servitori, grazie ai quali ha potuto assaporare l’incomparabile gusto del Dhamma e muovere i primi passi sul Nobile Sentiero. Con naturalezza comincia quindi a sviluppare gratitudine e il desiderio di ripagare il proprio debito, per quanto ricevuto.
Una sintesi magistrale di Goenka sull'essenza della pratica e come valutarne i progressi.
Una interessante testimonianza di un meditatore sotto la guida di U Ba Khin. Versione originale in inglese.
Una parola al giorno e una citazione del Buddha in pali, con pronuncia.
Costruire la dimora del Dhamma di S. N. Goenka L’ora di Vipassana è scoccata in molti paesi del mondo. Per vari anni, studenti impegnati provenienti da molte nazioni hanno lavorato strenuamente perché il Dhamma fosse disponibile agli altri. Ora, con la creazione di molti centri nel mondo, i loro sforzi danno frutti. La fondazione di questi centri segna una nuova tappa nella diffusione di Vipassana. E’ importante comprenderne il significato.
Vipassana meditation for executives The last taboo broken - the introduction of spirituality at work. Informazioni in inglese sui corsi tenuti in Europa e nel.mondo esclusivamente per Executive Manager.
a cura del Vipassana Research Institute Dhammagiri-Igatpuri (India), 1990 Testo presentato al seminario Vedaná e Saípajañña. Estratto. Per quanto una lingua sia ricca, si può avere difficoltà a tradurre in modo appropriato i termini tecnici usati dal Buddha per insegnare Vipassana. Per cui può nascere confusione in chi vuole praticarla, così com’è stata da lui insegnata. Inoltre, quando il traduttore non è meditatore, l’interpretazione manca della conoscenza derivata dall’esperienza, che è quella che porta alla comprensione profonda delle parole che la descrivono, e che rende la traduzione acuta e precisa. Per la comprensione corretta sia della teoria sia della pratica, vi sono alcune parole pali fondamentali. Due di esse sono Vedana e Sampajanna.
Questa intervista a Goenka sulla vita del suo maestro e l'importanza del suo insegnamento é stata condotta da Pierluigi Confalonieri a Dhammagiri, India - febbraio 1991. Domanda: Qual è il ruolo storico di U Ba Khin nello sviluppo e nella diffusione della meditazione Vipassana? Risposta: U Ba Khin continuò il lavoro di un altro maestro di vipassana, e lo continuò a quasi 2500 anni dall'insegnamento del Buddha. In accordo ad antiche predizioni, il Dhamma nella forma di Vipassana, è destinato a sorgere in questo periodo, perciò è stato in un appropriato momento che giunse U Ba Khin ed iniziò ad insegnare. Era molto occupato per i suoi incarichi di governo, perciò non poté tenere corsi a un grande numero di persone, ma solo a quelle che avevano buone qualità. E’ cosi’ che Vipassana comincio’ a diffondersi.
Intervista a Ilaichi Devi Goenka a cura del Vipassana Research Institute India, 1991 La sua schiettezza e la sua freschezza emergono da questa testimonianza d’insegnante di meditazione, di moglie e madre. Ilaichi Devi Goenka (1930, Mandalay, Myanmar), moglie di S.N. Goenka, in famiglia e dagli studenti di Vipassana è conosciuta come Mataji - Madre rispettata - una formula di reverenza per le donne indiane anziane.
Gli insegnamenti del Buddha furono tramandati oralmente nei primi secoli e poi trascritti e raccolti. La raccolta completa è stata divisa in tre parti e chiamata Tipiþaka (Tre cesti. Ti: tre e piþaka: cesto). La lingua pali - I concili - I testi - I commentari
Giovedì 27 marzo 2003 ore 15.30 proiezione del documentario(versione italiana) “DOING TIME, DOING VIPASSANA” di Ayelet Menatemi e Eilona Ariel Seguirà alle 16.30 un dibattito sulla funzione riabilitativa della pena detentiva Presso il CINEMA LUMIERE in via Pietralata 55 - Bologna
Discorso di Goenka tenuto durante i corsi di lunga durata. Estratto. Chi siamo? - Padroni delle proprie azioni - Eredi delle propre azioni - Nati dalle proprie azioni Consanguinei delle proprie azioni - Le proprie azioni come rifugio.
Partecipazione, apertura, Vipassana*: Kiran Bedi e la trasformazione del carcere di Tihar** di A. Vigilante Criminalità, ma non criminali - Il contesto: il carcere Tihar in India - L’arrivo di Kiran Bedi - Una situazione disastrosa - Partecipazione - La comunicazione circolare - Il sistema di autogestione - L’apertura del carcere alla società civile - Vipassana - Satya Narayan Goenka - L’importanza del momento presente - L’interesse crescente verso la meditazione - Il primo corso di giorni a Tihar - I risultati positivi - Kiran Bedi in Italia - Il riconoscimento dell’efficacia di Vipassana- Conclusione - Il punto di partenza - La trasformazione personale nel contesto di una riorganizzazione del sistema preventivo “In un’India indipendente di tipo non-violento ci sarà la criminalità, ma non i criminali. Essi non saranno puniti. Il crimine è una malattia come qualunque altra, ed è un prodotto del sistema sociale prevalente. Quindi ogni crimine, omicidio compreso, sarà trattato come una malattia”***. In * Da pag17 le parti riguardanti la meditazione Vipassana. ** Da http://educazionedemocratica.org, A. Vigilante, Partecipazione, apertura, vipassana: Kiran Bedi e la trasformazione del carcere di Tihar, in Educazione Democratica, n. 1/2011, pp. 93-118. *** M. K. Gandhi, Question Box, in Harijan, 5-5-1946.
Dopo aver terminato un corso, decisi con entusiasmo che volevo dare più spazio a Vipassana nella mia vita, ma non ero pronto per meditare in un altro corso. A sottopormi ad altre 105 ore di dolore! Scelsi quindi di parteciparvi, prestando servizio di volontariato. Quest’esperienza si rivelò molto più feconda di quanto avessi potuto immaginare.
Con estratti da "Che cos'è il buddismo" di Sayagi U Ba Khin. Nella versione buddista, fintantoché non si è realizzata la Verità, ci si trova nell'ignoranza. E' questa ignoranza responsabile della generazione delle forze mentali che regolano il "continuum" della vita di tutti gli esseri senzienti. Non appena tale continuum si stabilisce in una nuova esistenza, Mente e Materia appaiono automaticamente e in modo correlato, sviluppandosi in un veicolo o corpo con centri sensoriali
La dottrina dell’ Origine Dipendente o legge di causa ed effetto, è assieme alle Quattro Nobili Verità, il fondamento dell’insegnamento del Buddha. A beneficio di vari tipi di ascoltatori, venne formulata dal Buddha in differenti modi.In breve, dice che tutto ciò che esiste, sia a livello fisico che psichico, è condizionato da fattori fisici e psichici antecedenti. L’intera esistenza è un modello complesso di fenomeni continuamente in cambiamento e interazione.
Atterrare in anicca:* la meditazione nella vita quotidiana** di Paul Fleischman*** Conciliare meditazione e vita - Atterrare in anicca - Un antidoto alla paura - L’importanza di anicca - Anicca dissolve le passioni - Anicca e le relazioni familiari - L’esperienza di anicca - L’importanza del momento presente * Anicca (si pronuncia aniccia) è una parola dell’antico linguaggio pali, parlato ai tempi del Buddha. Essa significa impermanenza, esperienza che ogni cosa è transitoria, effimera. L’esperienza meditativa di anicca è il percepire e sperimentare a livello fisico e mentale l’impermanenza di corpo e mente, che si manifesta come un flusso continuo di infinitesime paricelle subatomiche n.d.c), ** Tratto dal libro Karma e Caos edito da Ubaldini. *** Paul R. Fleischman, M.D., pratica la psichiatria da piu di tren’anni. Nel l993 ha ricevuto l’Oscar Pfister dall’American Psychiatric Association per “i suoi importanti contributi all’aspetto umanistico e spirituale dei problemi psichiatrici” forniti nel libro The Healing Spirit (Paragon House, New York, l989). La sua opera piu recente e Cultivating Inner Peace (Tarcher/Putnam, New York, l997). Ha fatto il suo primo corso di Vipassana, con sua moglie Susan, nel l974, in India, sotto la guida di S.N. Goenka. Nel l987 i Fleischman furono nominati Assistenti nell’insegnamento di Vipassana, e nel l998 S.N. Goenka li ha nominati Maestri. Altri suoi testi in www. pariyatti.org.
Uno studente ha chiesto a Goenka se è possibile percepire sensazioni, al momento della morte. La risposta è la sua testimonianza sulla morte della madre adottiva.
La pace del cuore e gli altri di Corrado Pensa* Il seguente brano è un estratto del capitolo omonimo Il silenzio tra due onde di C. Pensa (Mondadori, Milano, 2008, pp. 94-105). L’avversione - La riduzione dell’egoità - Il rapporto con se stessi Il riconoscimento della sofferenza - L’importanza degli altri Il cammino interiore - L’arte di ascoltare gli altri - La pace interiore - Coltivare le relazioni buone - Risolvere le relazioni difficili - La trasformazione - Dimorare nella consapevolezza. L’avversione (...) Uno dei temi più toccati nei gruppi di discussione in un centro di Dharma è quello dell’avversione (in tutte le sue forme e varianti) che sorge e risorge nel rapporto interpersonale. Il tema è reso ancora più emotivamente carico dall’idea che, poiché percorriamo un cammino spirituale, ‘non dovremmo’ provare emozioni brutte.
La palestra del servizio di S.N. Goenka (Il brano seguente è tratto da un discorso a meditatori Vipassana alla Duang Kwang School, Kaoshiung, Taiwan, il 24 agosto 1998). La capacità di donare – Il dono dell’insegnamento è possibile grazie ai volontari - Il servizio rafforza la pratica meditativa e dona pura gioia – Il volontariato come campo d’addestramento
La partecipazione di Goenka al Forum Economico Mondiale di Davos in Svizzera, nel 2000. L’annuale Forum Economico Mondiale, ogni gennaio riunisce più di mille tra rappresentanti di multinazionali, ed esponenti di economia, politica (tra cui capi di governo e di stato), e cultura. Temi di economia globale, ambiente, salute e cultura, sono sviluppati con l’obiettivo di trovare elementi comuni, e risolvere questioni d’attualità. Il tema del 2000 è stato “Nuove iniziative per un cambiamento”. Al Forum è sempre invitato qualche leader spirituale. Goenka è intervenuto in varie commissioni e ha tenuto un discorso. Intervistato il primo giorno, dalla CNBC il canale televisivo americano del servizio televisivo interno al Forum, ha dichiarato l’importanza di una spiritualità non settaria nell’attuazione di strategie economiche; e che, senza etica, tutto il denaro e il successo di una transazione economica, sono vuote realizzazioni.
Aneddoti della vita del Buddha raccontati dal maestro S.N. Goenka
Questo è un estratto dal libro " La saggezza che libera" a cura dui Pierluigi Confalonieri - Stampato da Arte Stampa, Modena,2013.LA PRATICA DELLA MEDITAZIONE: Udana: il canto di esultanza del Buddha - La meditazione Vipassana - Di che cosa bisogna essere consapevoli? - L’eliminazione dei condizionamenti -- Come essere equanimi? - L’importanza della pratica - Riferimenti storici della meditazione Vipassana -L’insegnamento della tecnica dalla metà del ‘900 in avanti - I principi basilari dell’insegnamento del Buddha nella pratica meditativa - I condizionamenti accumulati - L’esperienza dell’impermanenza - La conoscenza delle kalapas - La verità della sofferenza - L’osservazione delle sensazioni nel corpo - I livelli di conoscenza - L’esperienza di anicca nella vita quotidiana - Il tiro alla fune - L’attivazione di anicca - Il tempo della meditazione Vipassana è arrivato - Il corso di dieci giorni di meditazione Vipassana - Il programma quotidiano - I primi tre giorni - Il quarto giorno - Dal 5° al 9° giorno - Il decimo giorno - Lo scopo della meditazione - La radice della sofferenza - Domande e risposte - Una storia tradizionale indiana - Tre episodi dal Canone pali sull’apprendimento - Il panno imbrattato - Attraversando strade accidentate - Il pungolo dell’elefante.
Cenni sulla legge di causa ed effetto di Patrick Given-Wilson* La prigione della vita - La legge di causa ed effetto La legge e le quattro Nobili verità - Dal passato al presente - Nel presente - Nel futuro Il collegamento della sensazione: nell’immenso universo, qual è l’importanza di un piccolo respiro o di una sensazione corporea?
La realtà dell’impermanenza a cura del Vipassana Research Institute. Ogni cosa esistente è impermanente. Quando si comincia ad osservare ciò con comprensione profonda e diretta esperienza, allora ci si mantiene distaccati dalla sofferenza; questo è il cammino della purificazione. (Dhp, XX. 2, 277) Il cambiamento è inerente ad ogni essere e formazione. Non vi è nulla nel campo animato o inanimato, organico o inorganico che possiamo definire permanente, e anche se lo facessimo, inevitabilmente ogni cosa sarebbe destinata a cambiare. Sperimentando all’interno di se stesso questo fatto fondamentale, il Buddha dichiarò: Sia che nel mondo ci sia o no una persona illuminata, tuttavia rimane una condizione ferma, un fatto immutabile, una legge fissa: tutte le formazioni sono impermanenti, soggette alla sofferenza e prive di sostanza.
La relazione coniugale come via di crescita nel Dhamma* di Corrado Pensa** Questo scritto è il testo riveduto di una relazione tenuta all\'Istituto Lama Tsong Khapa di Pomaia (Pisa) in occasione della festa del Vesak, nel maggio 1994. Unire invece che dividere - Come la relazione diventa luogo di Dhamma - Accettazione profonda e primordiale Dhamma è addestrare il cuore - Un doppio effetto incrociato - La relazione aiuta il Dhamma, il Dhamma aiuta la relazione - Fedeltà e il ribaltamento di metta - L’esercizio meditativo nella coppia Il frequente scambio di osservazioni circa la pratica L’attitudine devota verso il coniuge e la relazione.
Discorso d’apertura di Goenka agli Incontri sulla diffusione del Dhamma, Dhamma Giri, India, 1- 4 marzo 1988.Estratto. Un’organizzazione non irreggimentata – L’attitudine necessaria - La coltivazione di gioia altruistica e di compassione – Come prendere le decisioni – Seguire il Dhamma.
In Inglese. La storia in immagini commentate di Goenka, nell’anniversario del primo anno della sua scomparsa.
Questo articolo è stato scritto dall’Autore prima della fondazione della clinica per tossicodipendenti ‘Start Again’, a Zurigo nel 1990. Per approfondimenti sul tema vedi anche il suo articolo ‘Vipassana e la dipendenza’ nella sezione Biblioteca Vipassana - Articoli e saggi. E il libro in inglese ‘Awareness and wisdom in the addiction therapy’ nella sezione Biblioteca Vipassana - Libri, estratti di libri** La definizione di tossicodipendenza - La dinamica tra mente e materia - Esame dei casi e considerazioni metodologiche - Un esempio - Riflessioni sull’esempio - Compendio dei risultati La dipendenza non deriva dalla droga - Caratteristiche del progredire della dipendenza - I problemi da risolvere - Rimuovere la causa profonda - La reazione alle sensazioni spiacevoli L’esperienza è soggettiva - Il ruolo della meditazione Vipassana La sensazione nell’insegnamento del Buddha - I vari stadi Quali prospettive?Scholz G. Ricercatore sociale, ha studiato Scienze politiche e sociali. Si è specializzato presso l’Istituto Meilener nella terapia di coppia sistemica e terapia della famiglia, e con il corso di formazione per dirigenti in sviluppo organizzativo sistemico (con Peter Senge del MIT Usa). Fondatore e direttore del Centro per la Terapia della dipendenza Start Again (www. startagain.ch) dal 1990 al 2000.
Discorso tenuto durante i corsi lunghi. Estratto. L’estinzione dei sankhara - L’attaccamento - Invischiati o alla giusta distanza? - Uscire dalla trappola. È facile sviluppare la capacità di percepire le sensazioni fisiche; più difficile è mantenere equanimità nei loro confronti, con la consapevolezza della loro impermanenza.
“La caratteristica di paññá è di penetrare all’interno della vera natura delle cose. La sua funzione è di dissipare le tenebre dell’ignoranza, il suo effetto è di non essere più confusi. La sua causa immediata è la concentrazione (samádhi) secondo le parole “Colui la cui mente è concentrata conosce e vede le cose nella loro realtà”.
La vera saggezza. A cura del Vipassana Research Institute. Testo presentato al Seminario per la meditazione Vipassana, Vipassana International Academy- V.I.A., Igatpuri, India, 1986/dicembre.
Venerdì 25 maggio 2001 ore 11.30 UNICAL - Aula OA - Arcavacata di RENDE - Cs ore 17.30 Casa delle Culture - sala Eisenstein - Corso Telesio - COSENZA Competenze collettive ed individuali per l’ APPRENDIMENTO ORGANIZZATIVO Viviamo in un secolo che impone ritmi sempre più accelerati.Questo processo è in corso dall'inizio dell'era industriale, ma oggi non lascia tregua. Le sfide che si presentano sono sempre più incalzanti e impegnative. Un'organizzazione che sa accettare e affrontare queste sfide ha certamente un futuro. Farà avvenire le cose invece di subirle passivamente. Questo lo sappiamo ormai benissimo e chi lavora, a tutti i livelli, lo vive talvolta anche dolorosamente. Servono rimedi, sia per le organizzazioni sia per gli uomini. Le vecchie formule non bastano più e quelle nuove invecchiano rapidamente. Occorre imparare a inventare il successo.
Dal discorso pubblico omonimo, Berna - Svizzera, 16 luglio 1980. Estratto: L’arte di vivere: la meditazione Vipassana di S.N. Goenka. " ... Come iniziamo a generare negatività? - Quale soluzione? La meditazione Vipassana: una conoscenza diretta e concreta - Il corso di 10 giorni". (...) Ognuno di noi cerca pace e armonia, perché mancano nella nostra vita. Tutti desideriamo essere felici, lo consideriamo un nostro diritto. La felicità é la meta cui tendiamo, anche se spesso è difficile da raggiungere."
Articolo apparso sulla rivista Arti d'Oriente, sezione Arte e cultura, gennaio-febbraio 2003. Autore Tiziano Grandi
In questo brano tratto dal Simsapavana-Vagga, Il capitolo del boschetto di alberi simsapa (Samyutta Nihaya, Maha Vagga, Libro XII, 31-38),1 il Buddha sottolinea lo scopo pratico dei suoi insegnamenti che non hanno interesse a soddisfare curiosità intellettuali o proporre una conoscenza fine a se stessa, ma sono invece volti alla liberazione definitiva dell'uomo. Si riafferma, in una efficace sintesi di semplicità e intensità, il fine soteriologico del Dharma: comprendere il dolore per superare il dolore. Il resto è pura proliferazione mentale che non porta a nulla né tanto meno alla liberazione. Comprendere le Quattro Nobili Verità e lavorare con consapevolezza, attenzione e senza indugio su di sé significa praticare l'insegnamento del Buddha. Vi presentiamo il testo dalla prima versione italiana completa del Samyutta Nikaya, I discorsi in gruppi, edito da Ubaldini, uno dei più importanti testi canonici finalmente tradotto dall'originale pali in italiano da Vincenzo Talamo e che va a colmare uno degli innumerevoli vuoti in questo settore. L'opera di Vincenzo Talamo, traduttore da decenni dì diversi testi canonici, è altamente meritoria per l'attenzione, la cura e il lungo e paziente lavoro richiesti per far arrivare direttamente al pubblico italiano la parola del Buddha.
Discorso di chiusura di Goenka al seminario omonimo promosso dal Vipassana Research Institute, Igatpuri, India. Estratto. Una legge di natura universale - Il cammino per il cambiamento delle abitudini mentali profonde - La verifica del metodo - Le particelle subatomiche - E’ necessaria l’esperienza diretta - La barriera tra conscio e inconscio - L’osservazione delle sensazioni - Tornati a casa dopo un corso - La dipendenza è sempre dalla sensazione.
La malattia - L’esperienza meditativa - L’arte di morire Circa dieci anni fa, a mia moglie Parvathamma, fu diagnosticata una rara e incurabile malattia neuromuscolare.
Discorso di Goenka a circa 5000 praticanti. Università Ground, Nagpur, India, 8 ottobre 2000 Perché meditare con altri? - L’esercizio quotidiano - La mente va tenuta in forma - Beneficiamo del Dhamma per tutta la vita - Sono troppo occupato per meditare ogni giorno - L’adattamento creativo - La grandezza dell’insegnamento - Al momento della morte - Come applicare la tecnica - Siamo i soli responsabili del nostro stato d’animo. Carissimi figli e figlie nel Dhamma, sono molto felice che abbiamo meditato insieme. Meditare insieme è molto importante.
L’ importanza delle sensazioni di S.N. Goenka Se vogliamo imparare a vivere una vita felice, è necessario che ci trasformiamo in maniera radicale e, per un tale cambiamento, anche la fede più sublime non basta, occorre sperimentare la legge naturale - il Dhamma - all’interno di noi stessi. Dobbiamo renderci conto personalmente della nostra natura effimera e mutevole. Dopo tale esperienza, diventa spontaneo generare in noi quel distacco, o equanimità, che ci permette di rimanere sereni in mezzo alle vicissitudini della vita. La chiave di questa percezione diretta è la sensazione corporea, vedaná in pali, perché è attraverso di essa che noi entriamo in contatto con il mondo.
L’importanza di Vipassana nel mondo contemporaneo Discorso di apertura di S.N. Goenka per la conferenza internazionale omonima, New Delhi, India, 1994. Estratto. Cari amici, ogni mattino la luce del sole dissolve l’oscurità della notte. Non importa in quale parte del mondo il sole sorga, quale sia la stagione o l’anno: sempre, nel passato, nel presente e nel futuro, a ogni suo sorgere l’oscurità svanisce. Allo stesso modo, la luce di Vipassana dissolve l’oscurità dell’ignoranza e della sofferenza, in ogni luogo e in ogni tempo. Oggi nel mondo, l’oscurità provocata dalla sofferenza è drammaticamente evidente. E ovunque è sempre più grande il numero di chi cerca una risposta alla sofferenza della vita. Perciò la luce di Vipassana, la luce della saggezza, si rivela di grande attualità e significato.
L’Io Misterioso Tra Mente e materia Discorso pubblico di Goenka, tenuto a Luton (U.K.) nel 1986 Tutti cerchiamo pace e armonia perché mancano nella nostra vita. Per una ragione o l’altra, tutti sperimentiamo agitazione, irritazione, infelicità, disarmonia, e in cerca di sollievo andiamo al cinema, a teatro, o semplicemente accendiamo la televisione. Altri vivono la “fuga spirituale”, vanno in un monastero, in un tempio, in una chiesa o in un ashram… Può funzionare per un po’ ma spesso l’insoddisfazione torna. La fuga, qualunque essa sia, non è una soluzione. Facilmente, siamo portati a pensare che la causa del nostro malessere sia all’esterno, al di fuori di noi e così spendiamo molte energie per cercare di correggere le situazioni esterne. Ma se pure riusciamo a cambiare una situazione, o una persona, immediatamente se ne presenta un’altra che non ci soddisfa. E se riusciamo a modificare anche quella, poi ce ne sarà un’altra ancora… in questo modo cerchiamo continuamente di correggere le situazioni e le persone intorno a noi ma non usciamo mai dalla difficoltà, dall’agitazione, dalla disarmonia.
L’universale cammino del Dhamma* di S.N. Goenka Discorso. Estratto. Igatpuri, India,1998. Cenni sulla prima parte del Nobile Ottuplice sentiero: la condotta morale, con paricolare riferimento all’etica nei mezzi di sostentamento. Il significato e la purezza del Dhamma (l’insegnamento del Buddha, n.d.r.) sono contenuti in condotta morale, concentrazione e saggezza sperimentale - sìla, samádhi e paññá. Essi sono concatenati: avere una condotta morale significa vivere con etica; per farlo è necessario sviluppare padronanza sulla mente; e con essa vanno sradicate le impurità profonde accumulate, tanto che vivere una buona vita, diventi naturale e spontaneo. Occorre quindi purificare la mente, e occorre sviluppare la capacità di penetrazione che estirpa le impurità mentali.
Dalle giungle giavanesi alle steppe mongole, dalle montagne afgane alle coste nipponiche, nel paesaggio asiatico ci sono monumenti che testimoniano la forza dell’insegnamento del Buddha. Pellegrinaggio nei luoghi del Buddha - A Sanchi, Sariputta e Mogallana - In India e altrove - La pagoda di Shwedagon in Myanmar - La pagoda voluta da U Ba Khin - La pagoda a Dhammagiri, India - Il centro in Australia - Una cupola negli Stati Uniti - Conclusione
Le parole del Buddha e i loro intramontabili insegnamenti sull’amore e sulla compassione ci ricordano ciò che ha significato, e portano chiarezza e introspezione nelle nostre vite di tutti i giorni. Pariyatti ha il piacere di recapitare alla vostra casella di posta ogni mattino via e-mail una citazione dal Buddha fonte di ispirazione e di stimoli.
Le Quattro Nobili Verità e le sensazioni. A cura del Vipassana Research Institute. Testo presentato al seminario Vedaná e Saípajañña, Dhammagiri, Igatpuri, India, 1990. Estratto. L’essenza dell’insegnamento del Buddha sono le Quattro Nobili Verità; il Buddha dichiarò che esse possono essere comprese, realizzate e praticate solamente attraverso l’esperienza delle sensazioni, in pali vedanā. Le analizzò alla luce delle sensazioni e affermò: Qualsiasi sensazione si sperimenti, sono tutte sofferenza. Tutte le sensazioni sono impermanenti; perciò non è sofferenza soltanto la sensazione spiacevole, ma anche quella piacevole e quella neutrale. La sensazione piacevole ha in sé il seme della sofferenza, poiché è destinata a passare.
Ledi Sayadaw (1846-1923) (Estratto dal libro “Il tempo della meditazione Vipassana è arrivato” Edizioni Ubaldini) Il monaco Venerabile Ledi Sayadaw nacque nel 1846 nel villaggio di Saing-pyin, nel distretto Shwebo del Nord della Birmania. Andò a scuola nel monastero tradizionale del suo villaggio dove i monaci insegnavano ai bambini a leggere e a scrivere in birmano e a recitare molti testi originali dell’insegnamento del Buddha in pali. All'età di otto anni cominciò a studiare con il suo maestro U Nanda-dhaja Sayadaw e divenne novizio a quindici anni. La sua educazione monastica includeva la grammatica del pali e numerosi testi del canone buddhista. Fu un raro esempio di monaco capace di eccellere sia nella teoria che nella pratica del Dhamma.
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The letters written by Mr. John Hislop describing his meditation experience with Sayagyi U Ba Khin (1899—1971) are of interest to other meditators for several reasons. They are a good example of how much progress a person can make if he/she is sincere and follows the teacher’s instructions. And they show that direct experience of the Teachings of the Buddha will lead to a deeper understanding than theoretical knowledge.
La tensione manageriale. Con le complessità crescenti nel mondo degli affari, si sono diffuse varie tecniche di meditazione, principalmente con la finalità del rilassamento, in risposta alla tensione manageriale. La gestione di un’attività economica di media grandezza richiede organizzazione, controllo di qualità, produzione, acquisti, marketing, flusso di capitali, amministrazione, etc. Ognuno di questi settori richiede varie capacità: di pensiero, organizzazione, coordinamento, amministrazione, progettazione, previsione sugli utili, ecc. Ci sono corsi di formazione in gestione aziendale; tecniche gestionali applicate ad attività economiche di maggiore ampiezza; come anche metodi di ricerca e sviluppo in continuo aggiornamento. Come entra in gioco la meditazione?
Articolo di Jeanne Siaud-Facchin. Momenti di nulla. Insegnare ai bambini a godere dei piccoli momenti che costruiscono l'esperienza quotidiana è il modo più semplice per avviarli alla pratica della meditazione. Con grandi benefici per il futuro.
LA VITA DEL BUDDHA SECONDO IL CANONE IN PĀLI Traduzione dal pāli, selezione e adattamento del materiale di BHIKKHU ÑĀṆAMOLI traduzione italiana di ROBERTO PACIOCCO Un classico che fornisce esaustive informazioni sulla vita del Buddha traendole direttamente dai suoi discorsi.
Da S.N. Goenka, Baba dohas, Poesie per mio Nonno, Vipassana Researche Institute ed., Dhammagiri, Igatpuri, India, 1986/dicembre. Introduzione. I suoi racconti - Il cambiamento politico - I principi del nonno - La sua influenza nella mia vita - Come ho imparato a comporre e recitare poesie - Gli orari dei pasti - Il silenzio del nonno e la pace del tempio
Un importante contributo al diffondersi del Dhamma e una morte esemplare.
Caro amico …. Buona giornata. Avevi ragione riguardo a … Si sente depresso e vuoto, nonostante molti anni di meditazione, perché pensa ad una improbabile situazione ideale per meditare. Forse ha bisogno di una cena insieme o di una partita a calcio. Lo faremo. Contattalo.
Intervento al Vertice del Millennio per la Pace nel Mondo, Assemblea Generale delle Nazioni Unite, N.Y.,U.S.A. 29 agosto 2000. GUARDA IL VIDEO SU QUESTO LINK: http://www.atala.dhamma.org/pub/videoOnline.php . Il vertice ha riunito mille tra i maggiori esponenti religiosi e spirituali, allo scopo di promuovere la tolleranza e il dialogo interreligioso, e favorire la pace. L’assemblea si è svolta nella sede delle Nazioni Unite, sotto gli auspici del Segretario Generale O.N.U. Kofi Annan. Nel suo intervento, Goenka ha posto in evidenza ciò che tutti i cammini spirituali e l’umanità hanno in comune. Quale conversione - Pace nella mente - La legge di natura - Il metodo pratico - Il messaggio di Ashoka. \\\" Amici, rappresentanti del mondo spirituale e religioso, questa è un’occasione splendida per tutti noi di riunire e servire l’umanità.\\\"
Testimonianza di Anthony Warden sull'importanza della giusta interpretazione delle parole pali. " ... Buddhist teachers have always had to depend on words to explain experience, which latter is what the teaching is about. But experience is of particular, unique, events. Words are generalizations, abstractions. Therefore words cannot match experience, but only hint vaguely at it. They are as it were translations from particulars to universals ...)
Warden: (...) Buddhist teachers have always had to depend on words to explain experience, which latter is what the teaching is about. But experience is of particular, unique, events. Words are generalizations, abstractions. Therefore words cannot match experience, but only hint vaguely at it. They are as it were translations from particulars to universals.
Le parole del Buddha e i loro intramontabili insegnamenti sull’amore e sulla compassione ci ricordano ciò che ha significato, e portano chiarezza e introspezione nelle nostre vite di tutti i giorni. Pariyatti ha il piacere di recapitare alla vostra casella di posta ogni mattino via e-mail una citazione dal Buddha fonte di ispirazione e di stimoli. Oppure leggerle cliccando sul link.
Iscriviti a Parole quotidiane del Buddha. Le parole del Buddha e i loro intramontabili insegnamenti sull’amore e sulla compassione ci ricordano ciò che ha significato, e portano chiarezza e introspezione nelle nostre vite di tutti i giorni. Pariyatti ha il piacere di recapitare alla vostra casella di posta ogni mattino via e-mail una citazione dal Buddha fonte di ispirazione e di stimoli. Ayasāva malaṃ samuṭṭhitaṃ tatuṭṭhāya tameva khādati, evaṃ atidhonacārinaṃ sāni kammāni nayanti duggatiṃ. Ascolta Così come la ruggine sul ferro mangia la base sulla quale sorge, allo stesso modo i trasgressori sono condotti a stati di sofferenza dalle loro stesse azioni. Dhammapada 18.240 Guarda il Pali su Tipitaka.org Traduzione italiana dalla traduzione inglese The Dhammapada: The Buddha\'s Path of Wisdom, Acharya Buddharakkhita Dettagli del libro
Pilgrimage Pariyatti's vision is to enrich the world by disseminating the words of the Buddha, providing sustenance for the seeker's journey, and illuminating the meditator's path. As we enter our second 25 years, Pariyatti is exploring diverse ways to serve Dhamma practitioners, scholars, and seekers. One valuable way to enrich the world and deepen awareness of the Buddha's teachings is to facilitate travel to places connected with the teachings of the Buddha and Sangha.
Discorso di S.N. Goenka, estratto. Igatpuri, India, 1985/Febbraio "Il Dhamma è destinato a diffondersi: i tempi sono maturati. Così Vipassana è destinata a diffondersi: i tempi sono maturati. Avete la meravigliosa opportunità di sviluppare le vostre qualità, e la più grande qualità è il contribuire a diffondere il Dhamma."
Discorso di S.N. Goenka alla Conferenza europea delle Associazioni Vipassana, 5 maggio 1995. Estratto. La priorità nel servizio - L’obiettivo del servizio - Un luogo per ‘convertirsi’ alla felicità - L’universalità - C’è una via d’uscita dalla sofferenza, fatelo sapere! \" Cari meditatori, vi siete qui riuniti per riflettere sul vostro lavoro in Dhamma, e sulla giusta prospettiva per affrontare la domanda crescente di corsi. É il momento per verificare se ci sono difetti nell’operato e nell’organizzazione, e per individuare sia come eliminarli, sia come non ripeterli. Ed è anche tempo di verificare i traguardi raggiunti. Pianificate bene il futuro con progetti concreti e realizzabili.\"
Articolo proposto al quotidiano \"Il Giorno\". L’Associazione Vipassana Italia o.n.l.u.s. impegnata nell’insegnamento di una tecnica di meditazione PERCHE’ MEDITARE? La vita odierna è caratterizzata da ritmi frenetici. Abbiamo sempre fretta. Siamo ormai condizionati dalle lancette dell’orologio, dalle montagne di carta e dalle colazioni nei fast-food, col sottofondo di petulanti squilli di telefono. Abbiamo chiesto all’attuale Presidente dell’Associazione Vipassana Italia, che cosa ne pensa. “Vero. Forse anche per questo cresce il numero di persone che si interessano a una cosa che è l’esatto contrario di tutto ciò: la “ meditazione\\\".
Tratto dal libro di Paul Fleischmann Karma e Caos Ubaldini editore. Estratto. ** Paul R. Fleischman, M.D., pratica la psichiatria da più di venticinque anni. Nel l993 ha ricevuto l’Oscar Pfister dall’American Psychiatric Association per “i suoi importanti contributi all’aspetto umanistico e spirituale dei problemi psichiatrici” forniti nel libro The Healing Spirit (Paragon House, New York, l989). La sua opera più recente è Cultivating Inner Peace (Tarcher/Putnam, New York, l997). Ha fatto il suo primo corso di Vipassana, con sua moglie Susan, nel l974, in India, sotto la guida di S.N. Goenka. Nel l987 i Fleischman furono nominati Assistenti nell’insegnamento di Vipassana, e nel l998 S.N. Goenka li ha nominati Maestri. Altri suoi testi in www.pariyatti.org.
Perché servire e come servire Discorso di S.N. Goenka a Dhammagiri, Igatpuri, India, 1986/giugno. Estratto. Perché esiste il servizio - Servire, per il proprio ed altrui bene - Come servire? - La relazione tra servitore e studente - Qualche esempio concreto – Il comportamento - Causa ed effetto – Per servitori e studenti, le stesse regole - I confini del ruolo Conclusioni Miei cari volontari nel Dhamma, qualche parola sulle ragioni e le modalità del servizio.
Discorso di S.N. Goenka all’Incontro annuale per la diffusione del Dhamma, Dhammagiri, India, 1996. Estratto. "Il volontariato è per il bene e il benessere degli altri: perché possano beneficiare di questo strumento di liberazione dalle impurità mentali, e chi lo compie sviluppa delle qualità di generosità, che aiutano il cammino. (…) Stabilizzatevi in Dhamma e aiutate gli altri a stabilizzarsi."
Presentazione di Goenka e Vipassana Da uomo d’affari a maestro di meditazione - Il finanziamento dei corsi - L’impegno per la pace - Cenni storici su Vipassana - La pratica meditativa - Una tecnica per tutti - Vipassana per la società - Vipassana per i detenuti Satya Narayan Goenka, (1924 - 2013) insegnante laico di meditazione Vipassana, in un discorso disse: “Sono qui ad offrirvi qualcosa che è il conseguimento spirituale più alto della cultura indiana e che è stata la gemma più preziosa custodita e preservata in Myanmar: la gemma di Vipassana, la tecnica di auto-osservazione che permette di liberarci da tutte le sofferenze. Vipassana è per tutti, a qualunque nazione, religione, o professione si appartenga. Tutti possono praticarla e trarne vantaggio. Un albero dà frutti dolci o amari, a seconda del seme. Come è il seme, così è il frutto. Questa è una legge naturale che riguarda tutti, in ogni luogo e in ogni tempo. Allo stesso modo, Vipassana è una tecnica universale, uno strumento pratico che aiuta a vivere seguendo le leggi universali della natura, e così poter godere dei suoi dolci frutti: pace ed armonia”.
Un professore di Pali spiega la sua esperienza pratica di un corso di meditazione Vipassana.
"Eureka". La testimonianza di un professore di lingua antica Pali dopo la partecipazione ad un corso di meditazione Vipassana.
"Eureka". La testimonianza di un professore di lingua antica pali dopo un corso di meditazione Vipassana.
Articolo di S.N. Goenka per il quarantesimo anniversario della sua pratica di Vipassana. Igatpuri, India, 1995. La prima e la seconda nascita - Il ritorno a casa Le tradizioni familiari - Il dubbio e la verifica - L’impermanenza negli stati meditativi - La gratitudine - Conclusioni e auspici.
Intervento di Goenka in occasione del primo corso di un giorno, tenuto sotto la cupola principale della Global Pagoda a Gorai, Mumbai, India, nel giugno 2006. L’ ascetico Punna - Una pagoda universale - La gratitudine. "La mia mente si riempie di gioia nel vedere quest’ampia riunione della famiglia di Vipassana. In futuro, sotto questa grande cupola, migliaia di persone potranno meditare insieme. E uno scorcio di questo è già davanti ai miei occhi. Riunirsi insieme a meditare reca gioia - disse il Buddha -, una gioia davvero fruttuosa. Tutte le volte che vengo qui, la mia mente prova contentezza. Questa è una terra per la meditazione.
Ruolo dei centri di meditazione Vipassana a cura della Redazione Biblioteca Vipassana I centri Vipassana forniscono un quadro istituzionale e logistico per la pratica e la formazione nella Meditazione Vipassana. Goenka ha stabilito le linee guida per la loro manutenzione e gestione.
Saya Thetgyi (1873-1945) (Estratto dal libro “ Il tempo della meditazione Vipassana e’ arrivato” ed. Ubaldini) Saya Thetgyi nacque il 27 giugno 1873 a Pyawbwegyi, un villaggio agricolo a tredici chilometri dalla capitale Rangoon. Aveva due fratelli e una sorella, e suo padre morì quando lui aveva dieci anni, lasciando alla madre il gravoso compito di accudire la famiglia con quattro figli. Così, sin da piccolo cominciò ad aiutare la madre vendendo, nei villaggi e nei mercati insieme alla sorella, le frittelle fatte in casa.
Una poetica testimonianza personale di Goenka sulla difficoltà di affrontare la rabbia.
Discorso di chiusura di Goenka alla Conferenza annuale di Vipassana Dhammagiri, India, 16.12.1992. Estratto. Dissolvere l’io, per servire - La cura delle relazioni - La teoria è a sostegno della meditazione - La sofferenza è ovunque.
Discorso del secondo giorno nel corso di tre giorni, per studenti già praticanti. Estratto. Andare alla radice - Il maestro e la responsabilità personale - Il segreto del successo - Al tempo del Buddha, prima e dopo di lui - Che cosa fare -La sensazione è uno strumento - La realtà sottile - La purezza, elemento costitutivo della vita - La scoperta del Buddha - La dipendenza dalle sensazioni - L’influsso sulla società.
September 2014. A special issue to commemorate the first death anniversary of Revered Principal Vipassana Acharya S.N.Goenka A Dhamma Life of Happiness The tribute below is from Revered Goenkaji’s wife and Principal Vipassana Acharya Illaichidevi Goenka (Mataji)
September 2014. A special issue to commemorate the first death anniversary of Revered Principal Vipassana Acharya S.N.Goenka A Dhamma Life of Happiness The tribute below is from Revered Goenkaji’s wife and Principal Vipassana Acharya Illaichidevi Goenka (Mataji)
Intervista a Lucia Majer Direttrice dell’istituto di minima sicurezza North Rehabilitation Facility di Seattle* CBC radio, Seatle, Maggio 1988 Tra i luoghi dove portare avanti una tecnica di meditazione, il carcere potrebbe non essere la soluzione peggiore: avreste parecchio tempo a disposizione e un sacco di opportunità di riflessione. Un istituto carcerario di Seattle aiuta i detenuti a riabilitarsi per mezzo di Vipassana, un rigoroso metodo di meditazione. E’ molto impegnativo perché gli studenti meditano per dieci ore al giorno. Inoltre rinunciano a ogni distrazione, a tutti quei piccoli elementi di libertà che sono caratteristica e pregio principale del North Rehabilitation Facility, istituto di minima sicurezza. Lucia Majer è la direttrice del carcere.
The Ancient Roots of the U Ba Khin Vipassanā Meditation by Bikkhu ANĀLAYO. Vipassanā meditation taught in the tradition of U Ba Khin has by now become one of the most widely practised forms of insight meditation in the world. Thanks to the diligent efforts of S. N. Goenka in particular, the U Ba Khin method is currently being taught on a dāna basis in affluent societies like the United States of America just as in poverty stricken areas of India, with the same instructions given in Theravāda countries like Sri Lanka and in Islamic countries such as Dubai and Iran.1 Instructions in this particular type of vipassanā meditation are also available in prisons, both in the East and in the West, as the U Ba Khin method has acquired governmental recognition for its potential to reform even hardened criminals. This success speaks for the potential of this method of developing liberating insight, yet little is known about the origins of this meditation technique.
The Development of Insight – A Study of the U Ba Khin Vipassana Meditation Tradition as Taught by S.N. Goenka in Comparison with Insight Teachings in the Early Discourses Bhikkhu Analayo I. Introduction With the present paper I investigate how key aspects of insight delineated in the early discourses have been approached in modern day Theravada meditation practice. In order to illustrate one of the ways in which such practice has been undertaken, I take as an example what at present appears to be the most widely practiced Theravada vipassana method. This is the vipassana tradition of the Burmese lay meditation teacher U Ba Khin (1899–1971), in the form as it is taught by his Indian disciple S.N. Goenka (1924). My study proceeds through the following topics:1 \"Tranquillity and insight\" examines the relationship between samatha and vipassana. II.2 \"Vipassana meditation as taught by S.N. Goenka\" provides a brief survey of this particular form of insight practice. III.1 \"The significance of dependent arising\" summarizes different interpretations of the doctrine of pa icca samuppada. III. 2 \"Sakharas in the context of dependent arising\" explores the recurrent reference made by S.N. Goenka to \"eradicating past sakharas\". IV.1 \"The interrelation of the four satipa hanas\" investigates how these four aspects of mindfulness practice relate to each other. IV.2 \"Contemplation of vedana and the four satipa hanas\" illustrates that contemplation of feeling can be used to develop all four satipa hanas. V.1 \"The three characteristics\" examines how in the discourses insight into impermanence leads on to insight into the other two characteristics. V.2 \"Full awakening\" surveys the role of contemplation of vedana in relation to the attainment of full awakening by the two chief disciples of the Buddha: Sariputta and Mahamoggallana.
Editor’s Preface With the present volume we present to our readers another treatise by the eminent Burmese scholar-monk, the late Venerable Ledi Sayadaw, whose life sketch appears in a work of his, published earlier in this series, A Manual of Insight (Vipassana Dipani). [1] We believe that this present treatise is one of the most helpful expositions of Dhamma which we have been privileged to publish in The Wheel series. It offers not only a wealth of information on many aspects of the Teaching, but is also a forcefully reasoned and stirring appeal to earnest endeavour towards the goal. We therefore wish to recommend this work to our readers’ close and repeated study and reflection.
There aren’t enough words to convey the infinite gratitude we have to the Land of Dhamma (present day Myanmar), and to the people and culture who carefully preserved the Buddha’s teaching over centuries. Without them we, the meditators of the world, would not be able to benefit from this tradition's widespread revival of teaching householders Vipassana meditation and the practice of Dhamma.
.... La meditazione Vipassana non è una magia né un miracolo. Progredire nella pratica richiede una forte volontà di uscire dalla dipendenza e di lavorare in questa direzione osservando se stessi al livello delle sensazioni. E’ pertanto cruciale che il tossico venga preparato e motivato prima di affrontare un corso di Vipassana tramite il counselling e l’insegnamento di ánápána-sati (consapevolezza del respiro). Ciò consentirà di lavorare correttamente e di ottenere i risultati desiderati, come è stato rilevato sia al Centro “Cyrenian House” di Perth, Australia, che al Centro “Start Again” di Zurigo, Svizzera, i centri per tossicodipendenti fondati e gestiti da meditatori Vipassana rispettivamente nel 1981 e 1992. Il tossico è incoraggiato e sostenuto anche dopo il corso di Vipassana, per accertarsi che continui a praticare regolarmente. Questi due centri hanno anche creato degli spazi di tempo disponibile per i loro pazienti e per lo staff, per praticare ánápána sati giornalmente (e Vipassana, quando è possibile) all’interno dei centri, ma anche per partecipare a corsi di Vipassana tenuti all’esterno.
I parittas (discorsi del Buddha e versi antichi) sono canti di protezione per il meditatore che intraprende l’impegnativa via della liberazione: una tradizione che risale al tempo del Buddha. Nel Digha Nikaya (La raccolta dei discorsi lunghi), il Buddha esorta: "Monaci, si dovrebbero imparare questi versi di protezione. Sono per il vostro beneficio e, attraverso di loro, monaci e monache, laici e laiche, possono vivere al sicuro, protetti, incolumi e a proprio agio.” Nel Vinaya-pitaka, (Cesto della disciplina monastica), Cullavagga, 5 (Capitoli selezionati), il Buddha insegna ai monaci il Khandha-paritta (La protezione degli aggregati), un modo per inviare sentimenti benevoli nei confronti di serpenti e creature selvatiche, al fine di essere al sicuro. Nel corso del tempo se ne è costituta una vasta raccolta, per diverse occasioni. Alcuni provengono dalla letteratura canonica e fanno riferimento a episodi e discorsi del Canone pali; ma la strofa introduttiva spesso è stata composta e aggiunta in epoche successive. Conservati per secoli, i parittas sono una parte della pratica devozionale quotidiana nei paesi di tradizione buddhista. I discorsi del Buddha provengono dal Canone pali. E’ in programma la loro traduzione IN ITALIANO con commenti, in modo si possa comprenderne il significato mentre si ascolta il canto. Saranno gradualmente inseriti nel settore Meditazione Vipassana – Il Buddha .
Trascrizione dell’audio del film Doing time, doing Vipassana -Vipassana nelle prigioni - di Ayelet Menahemi e Eilona Ariel Prodotto da Karuna Films, Israele, 1997 COME L’ARCIERE SCOCCA LA FRECCIA, E IL CARPENTIERE LAVORA IL LEGNO, I SAGGI PLASMANO LA LORO VITA L’India è un paese sconfinato, intenso e pieno di contraddizioni. Sullo sfondo di paesaggi grandiosi, scorre il flusso di moltitudini immense, miseria e degradazione convivono con un\'incredibile ricchezza. Accanto al frastuono assordante troviamo una calma profonda, accanto alla crudeltà, la gentilezza, accanto all’ignoranza più cupa, la più alta saggezza. L\'India è terra di paradossi. Dove mai, se non qui, sarebbe possibile vedere un detenuto che piange come un bambino tra le braccia del suo carceriere? Qui, però, non si tratta dell’ennesimo paradosso dell’India . Si tratta di tutta un’altra storia.
Riflessioni sul significato di un centro. Note di Pierluigi Confalonieri Per la riunione al Centro Dhamma Atala del 20 novembre 2010. “ Costruire la dimora del Dhamma” S.N. Goenka: "Chiunque serva in centro ha un importante ruolo nel conservare la purezza della vibrazione di Dhamma. Nel centro non è permessa altra attività che quella di sostegno alla pratica dell’Ottuplice Nobile Sentiero: sila, samadhi, panna. Tutti i membri dell’associazione e tutti i servitori di Dhamma devono essere perfettamente consapevoli che qualsiasi cosa nel centro, dagli edifici, ai mobili, ai macchinari, al cibo, tutto è stato acquistato con dana, tutto è dana, e come tale va trattato. Qualsiasi lavoro si svolga nel centro, dal servire, costruire, o fare giardinaggio, tutto deve essere fatto con uno spirito pieno di metta verso tutti gli esseri. Chiunque entri nel centro deve farlo con la ferma risoluzione che ogni sua azione –sia essa mentale, vocale o fisica – serva a rafforzare l’atmosfera di Dhamma. Questa è la chiave per un armonico sviluppo del centro."
Pochi anni prima di morire, Sayagyi registrò in inglese il seguente discorso per gli studenti occidentali che partecipavano ai suoi corsi. Trascritto dopo la sua morte, fu pubblicato con il titolo “The essentials of Buddha- Dhamma in meditative practice”. Questo scritto è tratto dal libro "La saggezza che libera", edito da Pierluigi Confalonieri - Artestampa,2013.
Versione originale inglese delle tre conferenze tenute da Thray Sithu Sayagyi U Ba Khin, presidente dell’Associazione Vipassana e fondatore dell’International Meditation Centre. Esse sono state, tenute quando egli era a capo della ragioneria generale dello stato, si svolsero nella chiesa metodista di Rangoon, su richiesta di un gruppo di studiosi di religioni.
Intitolato "Un percorso pratico e spirituale: introduzione alla meditazione Vipassana", il testo è basato sulle conferenze alle università di Yale e New York tenute dal Dr. Fleischman nel 2015. Insegnante di Vipassana sotto la guida di S.N.Goenka e psichiatra, Paul R. Fleischman è anche autore di un testo classico sulla meditazione Vipassana, Karma e caos in edizione italiana presso la casa editrice Ubaldini.
Interessante conversazione tra il Monaco Thissa e Gene, un uomo alla ricerca del significato della vita. A cosa serve la meditazione?
Questo libretto ha lo scopo di assistere coloro che non hanno familiarità con alcune parole pali usate nella pratica della meditazione. Come dice il titolo, incoraggiamo ad imparare l'uso del pali imparando una parola al giorno. Abbiamo selezionato parole di base per l'apprendimento dell'insegnamento del Buddha. Che possiate iniziare questo studio per progredire ulteriormente sul cammino del Buddha. La redazione della Mahindarama Scuola Domenicale Pali. P.S: Presto sarà disponibile un glossario e dizionarietto pali in lingua italiana.
Foreword. This booklet aims to assist new meditator who are unfamiliar with some of the Pali words often used in the study and practice of the teaching of the Buddha. The booklet can serve as both a dictionary and a glossary of terms for your reference. We selected these basic Pali words as a foundation for a deeper understanding of the Buddha-Dhamma - further study and research into the Pali - Tipitaka is strongly recommended.May the book enhances your study and promote your progress upon the path of our master - the Buddha.
Una storia tradizionale indiana* Narrata da Goenka alla fine dei corsi per evidenziare l’essenzialità della pratica.
A cura del Vipassana Research Institute. Articolo commemorativo a un anno dalla morte di Ratilal Metha, meditatore e benefattore. Ardore nella meditazione e nel centro – Il rispetto per la sua religione di nascita – L’ardente motivazione negli ultimi anni – La morte come evento ispiratore
Un’esperienza personale*- Tratto dal libro di Paul Fleischmann “Karma e Caos” Ubaldini editore. Le guerre e la paura - L’influenza degli studi - La ricerca esistenziale e l’incontro con Vipassana - La mia pratica - Un sentiero di vita - L’ importanza dell’esperienza personale - Il mulino ad acqua - Sofferenza, umiltà, solidarietà - I benefici Universalità ed individualità - Ricerca della pace interiore Il mondo esterno e la meditazione - La ricerca della conoscenza Il continuum umano della meditazione - Le due direttrici della pratica - La mia meditazione giornaliera - L’esperienza dei ritiri La gratitudine - Modi di conoscenza - La transitorietà di ogni cosa - La verità è pace - Vivere in pace - Vorrei - La saggezza che libera - Un sogno. ** Paul R. Fleischman, M.D., pratica la psichiatria da più di venticinque anni. Nel l993 ha ricevuto l’Oscar Pfister dall’American Psychiatric Association per “i suoi importanti contributi all’aspetto umanistico e spirituale dei problemi psichiatrici” forniti nel libro “The Healing Spirit” (Paragon House, New York, l989). La sua opera più recente è “Cultivating Inner Peace” (Tarcher/Putnam, New York, l997). Ha fatto il suo primo corso di Vipassana, con sua moglie Susan, nel l974, in India, sotto la guida di S.N. Goenka. Nel l987 i Fleischman furono nominati Assistenti nell’insegnamento di Vipassana e nel l998 S. N. Goenka li ha nominati Maestri. Altri suoi testi in www.pariyatti.org.
Articolo di Vincenzo De Giovanni psicologo formatore e meditatore. Prologo alla presentazione della Meditazione Vipassana. Estratto. Lions Club, Milano, 27 ottobre 1999. Siamo in un’epoca caratterizzata dallo stress - Siamo in un’epoca di grandi trasformazioni - Noi siamo i responsabili della nostra vita - Come si crea, dentro di noi, lo stress? - Occorre una supervisione della mente.
S.N. Goenka Venite genti di tutto il mondo Dohas Composizioni poetiche in quartine Premessa Questo opuscolo è dedicato alla versione italiana delle quartine in hindi (dohas) di Goenka, da lui cantate durante il corso di dieci giorni di meditazione Vipassana; e la cui registrazione è proposta nei corsi in tutto il mondo. Conosciuto come insegnante di Vipassana, ha coltivato l’antica tradizione del poeta saggio, (le cui parole indicano il percorso verso cose alte). Utilizza infatti il doha, forma poetica diffusa in India e considerata di prestigio perché i saggi, con essa, esprimono i pensieri più elevati. In più occasioni, Goenka ha raccontato come vi si sia dedicato dall’inizio del suo insegnamento della meditazione, ricordando i suoi primi tentativi di scrittura poetica da ragazzo, ispirato dall’amato nonno materno, poeta dilettante. Il doha è un verso poetico diffuso in India, simile al gatha, altra forma che il Buddha utilizzò spesso nel suo insegnamento. Entrambi sono, ancor oggi, parte rilevante della cultura indiana. All’orecchio occidentale, suona simile alla ballata; e proprio la ballata e il doha furono i veicoli per l’espressione e la diffusione della poesia popolare, in Occidente e in India. Il doha è formato da una coppia di versi, ed è su due righi. Ogni verso ha una lunghezza che determina una pausa naturale, sia nel canto sia nel recitato. Questa pausa è come lo dividesse in due: all’ascolto sembrano quattro versi, piuttosto che due; e per questa ragione, abbiamo ritenuto idoneo presentarli su quattro righi. Goenka spesso ripete un verso due volte, variandone talvolta alcune parole. Sebbene siano fonte d’inspirazione per gli studenti di Vipassana di tutto il mondo, non fanno parte della meditazione, per la quale ciascuno deve attingere alla propria esperienza, osservando, momento dopo momento, i fenomeni che sorgono e svaniscono nel corpo.
La Meditazione Vipassana: una terapia per il terapeuta* di Paul Fleischman** Un aiuto per il terapeuta - Vipassana è una via - Come si impara - La connessione tra mente e corpo - La causa della sofferenza - L’identificazione con le sensazioni - Consapevolezza ed equanimità - Un lungo viaggio - La differenza tra Vipassana e la psicoterapia - L’assunzione di responsabilità - Le qualità del terapeuta Il primo saggio tratta del ruolo terapeutico che la meditazione può avere, della base scientifica di quest’ultima, e della sua importanza per i professionisti delle attività terapeutiche. Il secondo offre una spiegazione di Vipassana attraverso la psicologia occidentale, ed indica la ragione per cui il meditatore passa dal narcisismo ad un amore maturo ed universale. * Tratto dal libro Karma e Caos, pubblicato da Ubaldini. ** Paul R. Fleischman, M.D., pratica la psichiatria da piu di trent’anni. Nel l993 ha ricevuto l’Oscar Pfister dall’American Psychiatric Association per “i suoi importanti contributi all’aspetto umanistico e spirituale dei problemi psichiatrici” forniti nel libro The Healing Spirit (Paragon House, New York, l989). La sua opera piu recente e Cultivating Inner Peace (Tarcher/Putnam, New York, l997). Ha fatto il suo primo corso di Vipassana, con sua moglie Susan, nel l974, in India, sotto la guida di S.N. Goenka. Nel l987 i Fleischman furono nominati Assistenti nell’insegnamento di Vipassana, e nel l998 S.N. Goenka li ha nominati Maestri. Altri suoi testi in www. pariyatti.org.
Vipassana dipendenze e salute Seminario promosso dal Vipassana Research Institute Dhamma Giri, Igatpuri, India, dicembre 1989 Conclusioni* di S.N. Goenka Il circolo vizioso - Tra schiavitù e autonomia Passo dopo passo Il Buddha affermò che l’esperienza della verità, è l’esperienza della legge della causa ed effetto. Per cambiare i condizionamenti mentali profondi va indagato come il corpo e la mente s’influenzino reciprocamente.
Vipassana dipendenze e salute Seminario promosso dal Vipassana Research Institute Dhamma Giri, Igatpuri, India, dicembre 1989 Il valore di anapana e vipassana nella cura di malattie psicosomatiche e psicologiche di K.S. Ayyar medicoIl valore di anapana e vipassana nella cura di malattie psicosomatiche e psicologiche di K.S. Ayyar medico. Vipassana come terapia psicosomatica - Indicazioni cliniche per la meditazione e la ricerca su Vipassana - Risultati dell’utilizzo degli esercizi di consapevolezza del respiro Anapana con pazienti psichiatrici L’obiettivo di Vipassana è la purificazione mentale e la coltivazione dell’attitudine equanime verso tutte le situazioni.
Vipassana dipendenze e salute Seminario promosso dal Vipassana Research Institute Dhamma Giri, Igatpuri, India, dicembre 1Introduzione a cura del Vipassana Research Institute Il metodo – Vipassana e vedaná (la sensazione corporea) - Il processo di purificazione – Vipassana oggi – C’è una via d’uscita – L’abuso di sostanze intossicanti e la dipendenza Vipassana significa discernimento. Vedere le cose come sono realmente, nella loro giusta prospettiva, nella loro vera essenza.
Meditazione e dipendenza da droga di Gerhard Scholz* Uno sguardo retrospettivo - Opinioni - La natura della dipendenza - Un caso. Osservazioni metodologiche Intervista - L’esperienza di Joe - Sintesi - Una progressione tipica nella vita del tossicodipendente - La realtà è vibrazione - Il più profondo livello mentale - L’interazione tra mente e corpo L’esperienza della Cyrenian House - Vipassana non sostituisce il sostegno terapeutico - La ricaduta - Il ruolo di Vipassana *Scholz G. Ricercatore sociale, ha studiato Scienze politiche e sociali. Si è specializzato presso l’Istituto Meilener nella terapia di coppia sistemica e terapia della famiglia, e con il corso di formazione per dirigenti in sviluppo organizzativo sistemico (con Peter Senge del MIT Usa). Fondatore e direttore del Centro per la Terapia della dipendenza Start Again (www. startagain.ch) dal 1990 al 2000.
Vipassana dipendenze e salute Seminario promosso dal Vipassana Research InstituteDhamma Giri, Igatpuri, India, dicembre 1989 Vipassana e psicoterapia* di Jyoti Doshi medico e psicoterapeuta La funzionalità del paziente - Che cos’è Vipassana? - Rimedio per ansie e conflitti - I territori della mente Stress e disorientamento.
Vipassana e la dipendenza una nuova teoria sulla dipendenza, una nuova prospettiva d’intervento di Gerhard Scholz* Il problema del desiderio nell’insegnamento del Buddha Una nuova teoria sulla dipendenza - L’ importanza delle reazioni mentali - Lo schema della dipendenza - Il desiderio compulsivo - La creazione della dipendenza - La perdita di autonomia - Una nuova prospettiva d’intervento: la consapevolezza e l’equanimità - L’esperienza dell’impermanenza delle sensazioni e l’ eliminazione delle reazioni - L’ esercizio pratico. *Il problema del desiderio nell’insegnamento del Buddha Il dottor C. Alan Marlatt, direttore dell’Istituto di Ricerca sulla dipendenza di Seattle, U.S.A., rinomato analista della tossicodipendenza, ha definito grave lacuna il non considerare le conoscenze buddhiste sulla natura problematica del desiderio, da parte di chi studia il fenomeno della dipendenza: “Secondo le scuole di pensiero orientali - e particolarmente il buddhismo - desiderio e avversione, e cioè il desiderio del piacere e il rifiuto del dolore, sono, sul piano mentale, le due facce della stessa medaglia. La mente, nel tentativo di perseguire i suoi attaccamenti, ‘si aggrappa’ a questi ultimi con desiderio spasmodico, con bramosia. Per il buddhista, la bramosia è attaccamento basato sull’ego che alimenta l’insaziabile ricerca del piacere, ed è alla radice di tutta la sofferenza. Soltanto dopo avere riconosciuto questa ‘Nobile Verità’, potremo cominciare ad affrancarci dal peso e dai lacci della dipendenza. Poiché tradizioni orientali quali il buddhismo hanno per ben 2500 anni definito la bramosia come concetto chiave nella psicologia dell’attaccamento, il fatto che i moderni teorici eliminino questo interessante vocabolo dal lessico della dipendenza, appare quantomeno presuntuoso.” (Marlatt, C.A., in British Journal of Addiction, 1987, p. 42 e ss.) Un’importante indicazione sulla direzione in cui esplorare, ricercare e lavorare, in concreto.Scholz G. Ricercatore sociale, ha studiato Scienze politiche e sociali. Si è specializzato presso l’Istituto Meilener nella terapia di coppia sistemica e terapia della famiglia, e con il corso di formazione per dirigenti in sviluppo organizzativo sistemico (con Peter Senge del MIT Usa). Fondatore e direttore del Centro per la Terapia della dipendenza Start Again (www. startagain.ch) dal 1990 al 2000.
Vipassana per la prevenzione dello stress di Vincenzo De Giovanni psicologo formatore Prologo alla presentazione della Meditazione Vipassana. Estratto. Qualche esempio di vita - I segnali del corpo - un automatismo millenario - La capacità di stare di fronte alla sofferenza - Fughe e palliativi - La gestione equilibrata delle emozioni. Dal dire al fare … - Dunque, come intervenire?
Articolo del professore in Pali R. Panth. L’ostacolo maggiore per lo sviluppo armonioso della personalità è la reazione mentale (o condizionamento mentale, impurità mentale). Per sua causa, non riusciamo a far emergere le qualità positive, dimentichiamo le nostre potenzialità e anche i valori umani. Le reazioni (in pali anusaya-kilesa) sono latenti nel più profondo livello della mente, il subconscio. E vanno estirpate, per scoprire e realizzare il potenziale innato in ciascuno. La pratica di Vipassana ha questo obiettivo.
In poche parole Il Buddha descrive l'essenza della meditazione Vipassana. Il commento è del maestro Goenka.
L'essenza della meditazione Vipassana in poche parole pronunciate dal Buddha e commentate magistralmente da Goenka.
Vipassana mi ha dato una nuova vita di Shravan Kumar Agarwal Nel 1975 avevo 30 anni e mi fu diagnosticata una distrofia muscolare progressiva, malattia che attacca le cellule dei muscoli, le indebolisce e fa degenerare gradualmente i muscoli. Non é stata trovata alcuna cura a questa malattia.
Recensione dell’8 maggio 2013 da Culture Nature Magazine. Negli ultimi anni, anche in Italia si assiste a un maggiore interesse verso la meditazione. Sarà la sempre più frenetica vita che porta le persone a fermarsi un po’ per guardarsi dentro; sarà l’eccessivo materialismo che, nonostante le tante belle parole di persone autorevoli e non, e nonostante la crisi economica globale, domina sempre il modus vivendi generale degli italiani: impossibile rinunciare all’ultimo modello di cellulare o impossibile non stare al passo coi tempi e non comprare lettori o pc portatili di ultima generazione o una nuova auto fiammante, anche se poi si vive immersi nei debiti.
Articolo autobiografico di Atul Shroff, imprenditore indiano, con cenni sull’applicazione di Vipassana in azienda.
Vipassana – La sua importanza per l’individuo e per la società di Usha Modak La vita moderna si muove a un ritmo talmente rapido che non c’è tempo nemmeno per respirare. Il nostro mondo estremamente competitivo assomiglia ad una gara di velocità fra topi e nonostante tutti i miglioramenti tecnologici e i piaceri di vario tipo, la gente è ancora infelice. L'umanità ha compiuto enormi progressi - nel campo della scienza, dell’industria e nei sistemi politici - il cui risultato è stato uno sviluppo materialistico. L’uomo è il promotore e il consumatore di questi progressi che tendono a migliorare il nostro livello di vita e ad un benessere complessivo. Ma questo si realizza veramente?
Vissuta nel Dhamma, morta nel Dhamma di S.N. Goenka Igatpuri, India, 1995 Articolo commemorativo per Vimala Goenka, assistente senior di Vipassana e cognata di Goenka, morta improvvisamente a 52 anni, nell’aprile del 1995.
Webu Sayadaw (1896-1977) Estratto dal libro “ Il tempo della meditazione Vipassana e’arrivato” edizioni Ubaldini. Il Venerabile Webu Sayadaw era uno dei più rinomati e rispettati monaci di questo secolo in Birmania. Era famoso per aver dato tutta l'importanza nel suo insegnamento a una pratica diligente piuttosto che ai risultati dello studio intellettuale. E sicuramente ha avuto una grande influenza sull'impostazione stessa dell'insegnamento di U Ba Khin.